Storica vittoria per la sinistra colombiana, Gustavo Petro verso la presidenza

Il 13 marzo si sono tenute le elezioni legislative in Colombia, che hanno regalato una vittoria storica alla sinistra del Paese sudamericano. Un antipasto di quello che potrebbe succedere alle presidenziali del 29 maggio.

Il 13 marzo i cittadini colombiani sono stati chiamati alle urne per le elezioni legislative, che prevedevano il rinnovamento dei 108 seggi del Senato e dei 171 seggi della Camera dei Rappresentanti del Paese sudamericano. Storicamente il Paese più filostatunitense del continente, la Colombia potrebbe finalmente aver operato quella svolta a sinistra che si aspettava da molto tempo.

I risultati delle legislative, infatti, ci dicono che la formazione politica classificatasi al primo posto è il Pacto Histórico por Colombia (PHxC), coalizione progressista guidata dal partito Colombia Humana di Gustavo Petro, alla quale partecipa anche il Partido Comunista Colombiano (PCC). Il Pacto Historico, nato per sconfiggere le destre che da tempo immemore occupano tutte le posizioni di potere, ha ottenuto il 14,29% delle preferenze al Senato, eleggendo 16 senatori, e il 16,71% alla Camera dei Rappresentanti, conquistando 27 scranni.

Solamente un sistema elettorale costruito ad arte per favorire i partiti dell’establishment ha permesso al Partido Liberal Colombiano (PLC) di centro-sinistra di conquistare un maggior numero di deputati (32) e 15 senatori nonostante un numero di preferenze inferiore, mentre il Partido Conservador Colombiano ha eletto 16 senatori – gli stessi del Pacto Historico – e 25 deputati. Grossa delusione, invece, per il partito Centro Democrático (ufficialmente Centro Democrático – Mano firme, corazón grande) che fa capo all’ex presidente Álvaro Uribe, e che ha eletto solamente 14 senatori e 15 deputati.

Possiamo interpretare questi risultati come il fermo inizio del percorso verso il cambiamento della cultura politica colombiana”, ha commentato su TeleSur Luis Alfonso Mena, giornalista e professore universitario colombiano. Secondo Mena, il successo del Pacto Historico sarebbe stato ancora più netto se non fosse stato per il sistema elettorale antidemocratico che non garantisce la proporzionalità tra voti ottenuti e seggi conquistati. Inoltre, il Pacto Historico ha dovuto combattere contro le frodi elettorali e le calunnie della destra, il che rende questo risultato ancora più prezioso.

Il risultato del Pacto Historico è rafforzato anche dai risultati positivi ottenuti da altre forze progressiste, in particolare l’Alianza Verde, che ha ottenuto 14 senatori in coalizione con la Coalición Centro Esperanza e 11 senatori.

Questo risultato apre la strada per la presidenza al leader della sinistra progressista, Gustavo Petro, visto che le elezioni presidenziali si terranno tra poco più di due mesi, il prossimo 29 maggio. Secondo Mena, “Petro sta andando passo dopo passo nella definizione della formula vicepresidenziale, poiché sono attese alleanze da settori che finora non hanno sostenuto il Pacto, e l’allargamento dello spettro politico delle alleanze verso una più grande è urgente”. Considerando il frazionamento elettorale, con nessun partito che è stato in grado di raggiungere il 20% dei consensi, le alleanze potrebbero infatti risultare fondamentali.

Attualmente, sono dieci i pretendenti ufficiali alla Casa de Nariño – la residenza del presidente colombiano -, anche se ci si aspetta che alcuni potrebbero ritirarsi nelle prossime settimane. Secondo molti analisti, infatti, la destra starebbe cercando di correre ai ripari per evitare la vittoria di Petro e puntare tutto su un candidato unico, verosimilmente l’ex sindaco di Medellín, Federico Gutiérrez, nominato dalla coalizione Equipo por Colombia, della quale fa parte anche il Partido Conservador.

Se la sinistra dovesse prendere le redini del potere in Colombia, infatti, questo non cambierebbe solamente la politica interna del Paese sudamericano, ma potrebbe avere importanti ripercussioni sugli scenari internazionali. Gli Stati Uniti potrebbero perdere il loro principale alleato in America meridionale, che fino ad oggi ha avallato tutte le politiche imperialiste aggressive di Washington, in particolare quelle contro il vicino Venezuela. Inoltre, l’eventuale vittoria di Petro potrebbe essere seguita dalla vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva nelle elezioni brasiliane di ottobre, il che permetterebbe a quasi tutto il continente di essere governato dalla sinistra progressista.

Secondo l’accademico messicano Alberto Santana, “in questo contesto globale, il possibile arrivo della sinistra colombiana al governo metterebbe in crisi anche la politica interventista statunitense […] e la Casa Bianca perderebbe la sua influenza militare nella nostra America”. “Una sconfitta elettorale in Colombia per Washington sarebbe un grave problema che colpirebbe la sua strategia globale di mantenere la sua politica interventista in quello che storicamente ha considerato il suo cortile di casa. Una situazione che, se vincerà la sinistra colombiana, sarà senza dubbio una sconfitta strategica per l’imperialismo statunitense, sempre più indebolito a livello globale”, conclude Santana.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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