Timor Est: José Ramos-Horta torna alla presidenza

Premiato con il Premio Nobel per la Pace nel 1996, José Ramos-Horta è stato eletto alla presidenza di Timor Est per la seconda volta, sconfiggendo il capo di Stato in carica, Francisco Guterres.

Il 19 aprile ha avuto luogo il secondo turno delle elezioni presidenziali a Timor Est, dopo che la prima tornata aveva avuto luogo il 19 marzo. La sfida decisiva vedeva di fronte il presidente in carica, Francisco Guterres, eletto nel 2018, e lo sfidante José Ramos-Horta.

Sia Guterres che Ramos-Horta provengono dalle file del Fronte Rivoluzionario di Timor Est Indipendente (Frente Revolucionária do Timor-Leste Independente – FRETILIN), l’organizzazione con una forte componente marxista-leninista che per decenni ha lottato per l’indipendenza di Timor Est dall’Indonesia. Nel corso del tempo, tuttavia, le loro strade si sono divise: Guterres è rimasto tra le fila del Fronte, che nel frattempo ha assunto posizioni sempre più moderate, abbandonando ufficialmente il marxismo-leninismo; Ramos-Horta, invece, ha abbandonato il Fronte nel 1988, affermandosi come politico indipendente per poi avvicinarsi alla principale forza rivale del FRETILIN, il Congresso Nazionale per la Ricostruzione di Timor (Congresso Nacional de Reconstrução de Timor, CNRT), fondato e guidato dal primo presidente di Timor Est indipendente, Xanana Gusmão.

Vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 1996 per via del suo ruolo per il raggiungimento del cessate il fuoco sull’isola di Timor, Ramos-Horta ha confermato il primato ottenuto a marzo, quando aveva conquistato il 46,65% delle preferenze, venendo eletto alla guida del Paese con il 62,09% dei consensi. Guterres, invece, dovrà cedere la massima carica il prossimo 20 maggio, alla scadenza del suo mandato quinquennale, data che segnerà anche il ventennale dell’indipendenza di Timor Est. Per Ramos-Horta si tratterà di un secondo mandato, visto che aveva già occupato la presidenza tra il 2007 ed il 2012, oltre ad aver ricoperto numerosi altri incarichi di governo, compreso quello di primo ministro tra il 2006 ed il 2007. Curiosamente, anche alle presidenziali del 2007 Ramos-Horta aveva sconfitto l’allora presidente del parlamento Francisco Guterres.

Per il FRETILIN si tratta di una sconfitta dall’alto valore simbolico, visto che dovrà cedere la massima carica dello Stato alla principale forza rivale dopo aver già perso nel 2018 quella di primo ministro, attualmente occupata da Taur Matan Ruak, leader del Partito della Liberazione Popolare (Partidu Libertasaun Popular, PLP), che alle elezioni di quattro anni fa si era presentato come alleato del CNRT. Tuttavia, il FRETILIN è riuscito a ricucire lo strappo con il PPL e con le altre forze politiche che sostenevano il governo, assicurandosi dal 2020 la carica di vicepremier, occupata da José Reis, e diversi incarichi ministeriali. Questo ha però portato all’uscita del CNRT dalla coalizione di governo.

La verità è che le forze politiche timoresi vengono tutte da un background molto simile, e questo facilita rapidi cambiamenti all’interno delle alleanze. Ufficialmente, il FRETILIN, il CNRT e il PLP si proclamano tutti come socialdemocratici, anche se le componenti più progressiste ed orientate al socialismo si trovano certamente all’interno del Fronte. Inoltre, tutti i principali esponenti politici hanno iniziato la propria carriera come indipendentisti – spesso anche guerriglieri – nelle file del FRETILIN, e sono uniti da un comune sentimento patriottico.

Anche se non rappresenta più il partito con il maggior numero di voti, l’influenza del FRETILIN nella politica timorese resta dunque indiscutibile, e questo lo si deve al suo fondamentale ruolo storico nella lunga lotta per l’indipendenza. Il Fronte venne infatti fondato già nel 1974, quando questo territorio era ancora una colonia portoghese. Dopo l’indipendenza da Lisbona, ottenuta il 28 novembre 1975, alcuni Paesi incominciarono ad accusare il FRETILIN di essere filosovietico, in quanto molti dei suoi leader si ispiravano al marxismo-leninismo. Iniziò così il conflitto con l’Indonesia, ex colonia olandese che aveva a sua volta già eliminato al proprio interno la maggioranza dei militanti comunisti con un vero e proprio genocidio politico. Per evitare la nascita di un nuovo Stato comunista in Asia, Jakarta occupò Timor Orientale, riducendo il Paese ad una nuova provincia indonesiana, denominata Timor Timur (Timur in indonesiano significa “est”, ed in origine il nome stesso dell’isola di Timor significava “est”, al punto che Timor Est potrebbe essere tradotto letteralmente come “Est Est”).

L’occupazione indonesiana fu in realtà perpetrata in maniera spesso violenta, vista anche la storia e la cultura molto differenti di Timor Est rispetto a tutto il resto dell’arcipelago: dall’occupazione portoghese, infatti, i timoresi avevano ereditato un vasto uso della lingua dell’ormai ex madrepatria, dalla quale era nato anche l’idioma locale, il tetum, e soprattutto il 90% della popolazione si era convertito al cattolicesimo, mentre la maggioranza della popolazione indonesiana è di religione musulmana. Il FRETILIN continuò così la propria lotta per l’indipendenza, ed in contemporanea venne fondato il FALINTIL (Forças Armadas de Libertação Nacional de Timor Leste – Forze armate della Liberazione Nazionale di Timor Est), che, sotto la guida di Xanana Gusmão divenne il braccio armato del FRETILIN, conducendo una vasta opera di guerriglia.

Dopo anni di massacri e diverse migliaia di morti (le stime vanno da 100.000 a 300.000), le Nazioni Unite intervennero concedendo alla popolazione di Timor Est un referendum da tenersi il 30 agosto 1999, dove il 78.5% della popolazione si espresse a favore dell’indipendenza dall’Indonesia. Fino al 20 maggio 2002, tuttavia, Timor Est fu sottoposta ad un’amministrazione di transizione guidata dall’ONU, denominata UNTAET (United Nations Transitional Administration in East Timor), fino al raggiungimento dell’indipendenza vera e propria.

Dopo l’indipendenza, Xanana Gusmão divenne il primo presidente della Repubblica Democratica di Timor Est, mentre Mari Alkatiri, esponente del FRETILIN e della minoranza musulmana del Paese, ottenne la carica di primo ministro. Il FRETILIN ha poi continuato a dominare la scena politica del Paese negli anni successivi fino al 2007, quando Xanana Gusmão e gli esponenti più moderati del Fronte decisero di fondare il CNRT, dando origine all’attuale rivalità tra le due forze politiche.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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