Le milizie USA che combattono in Ucraina: la Task Force Yankee

La Task Force Yankee è una milizia formata da statunitensi ed altri “volontari” occidentali attualmente impegnata in Ucraina. Secondo la Russia, sarebbe solo uno dei sedici gruppi mercenari occidentali coinvolti nel conflitto.

In un recente articolo, la testata statunitense Politico ha portato alla luce la presenza di una milizia di “volontari” statunitensi, canadesi ed europei, la Task Force Yankee, che attualmente combatte in Ucraina contro l’esercito russo. La milizia è stata creata dal cittadino statunitense Harrison Jozefowicz, un veterano dell’esercito ed ex ufficiale di polizia di Chicago che ha combattuto in Afghanistan. Intervistato da Politico, Jozefowicz ha affermato che ci sono migliaia di “volontari” statunitensi e di altri Paesi occidentali impegnati nel conflitto ucraino.

Politico ha anche affermato che l’ambasciata ucraina a Washington stava “rispondendo alle richieste di migliaia di americani che vogliono aiutare nella lotta e l’Ucraina sta usando Internet per reclutare volontari per una forza straniera, la Legione internazionale di difesa dell’Ucraina“.

Queste informazioni coincidono con quelle rilasciate dal Comitato investigativo russo, che, lo scorso 27 aprile, ha affermato che in Ucraina erano stati formati almeno 16 gruppi armati composti da mercenari provenienti da 50 Paesi.

Il profilo di Jozefowicz sembra corrispondere a quello di molti statunitensi che hanno l’ossessione per le armi e la guerra. Il veterano ha detto di essersi sentito impotente a guardare dagli Stati Uniti ritirarsi dall’Afghanistan, in particolare dopo che un caro amico, il sergente maggiore, Ryan Knauss, è morto in un attentato suicida a Kabul. Secondo la sua contorta logica, il modo migliore “per assicurarmi di poter aiutare gli altri a non passare quello che ho passato io” era andare a combattere in Ucraina per “lottare contro gli invasori russi”. Forse andrebbe ricordato a Jozefowicz che nel caso dell’Afghanistan sono stati gli USA ad invadere e ad occupare il Paese per vent’anni.

La Task Force Yankee dispone anche di un sito ufficiale, sul quale vengono brevemente espressi gli stessi concetti. “Josefowicz inizialmente ha contattato una piccola manciata di altri veterani e ha lavorato con i contatti che aveva in Polonia per coordinare un gruppo”, vi si legge. “A partire dall’11 marzo 2022, centinaia di persone in tutto il mondo hanno presentato domanda per entrare a far parte della Task Force Yankee poiché le loro operazioni sono cresciute”.

Ma l’obiettivo guerrafondaio della Task Force Yankee è espresso in maniera ancora più chiara nelle righe successive: “Fino a quando la NATO o altre potenze alleate non potranno sostenere il popolo ucraino, ci adoperiamo per offrire il nostro aiuto”, si legge. Un chiaro augurio di un pronto intervento da parte delle potenze occidentali nel conflitto.

Lo spirito della Task Force Yankee è del resto chiaro sin dal nome, che per la precisione è Task Force Yankee: Ukraine. La Task Force Yankee originale era infatti una squadra speciale della prima divisione della marina statunitense impegnata nella guerra del Vietnam, che si è resa protagonista della sanguinosa Operazione Taylor Common, descritta dagli stessi documenti USA come un’operazione “search and destroy” (“cerca e distruggi”) (qui l’archivio dei documenti ufficiali declassificati). L’operazione ebbe luogo tra il 7 dicembre 1968 e l’8 marzo 1969 nella provincia di Quảng Nam, nel Vietnam centrale, costando la vita a circa 1.400 vietnamiti, oltre a diverse centinaia di soldati statunitensi e sudvietnamiti. Un nome tratto da uno dei conflitti più infami della storia dell’umanità non può che tradire la reale natura di coloro che vi partecipano.

Tornando alle questioni di attualità, la presenza di miliziani stranieri in Ucraina non deve affatto sorprendere, visto che era stato lo stesso presidente Volodymyr Zelens’kyj a lanciare un appello al reclutamento: “Chiunque voglia unirsi alla difesa della sicurezza in Europa e nel mondo può venire e stare fianco a fianco con gli ucraini contro gli invasori del 21° secolo“.

Politico ha raccolto anche le testimonianze di altri statunitensi che sono andati a combattere in Ucraina. La loro presenza, a lungo denunciata dalle autorità russe, è infatti divenuta palese dopo la morte, avvenuta lunedì, del ventiduenne ex marine Willy Joseph Cancel. Secondo le fonti ufficiali, il giovane mercenario sarebbe il primo statunitense a morire nel conflitto ucraino, ma da questo punto di vista vi sono ben poche certezze.

La texana Anja Osmon, che ha fatto tournée in Iraq e Afghanistan mentre prestava servizio nell’esercito degli Stati Uniti dal 2009 al 2015, ha detto di essere andata in Ucraina da sola”, si legge sull’articolo di Politico. La sua esperienza si è interrotta quando un nuovo comandante l’ha cacciata in quanto donna, altro episodio che la dice lunga sul tipo di personaggi che sono impegnati a combattere al fianco di Kiev. Eddy Etue, 36 anni, veterano della marina statunitense, è un altro dei tanti mercenari stranieri impegnati in Ucraina. Di origine ungherese, sarebbe andato in Ucraina alla ricerca di vendetta, perché a suo dire i suoi nonni avrebbero dovuto abbandonare l’Ungheria dopo l’entrata dei carri armati sovietici a Budapest, nel 1956.

I governi occidentali dovrebbero chiarire la loro posizione sui propri cittadini presenti in Ucraina e coinvolti nel conflitto, e dovrebbero anche rilasciare dei dati attendibili circa la loro presenza sul territorio ucraino e le eventuali vittime. Commentando la situazione, il ministro della Difesa russo, Sergej Šojgu, ha affermato che, secondo il diritto umanitario internazionale, i mercenari stranieri non hanno lo status di combattenti, il che significa che non potranno godere della tutela riservata ai combattenti legittimi dal diritto bellico. I media russi hanno più volte denunciato che queste persone “sono venute in Ucraina per guadagnare soldi partecipando al massacro della popolazione slava“.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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