Obiettivo Parigi 2024: la programmazione dello sport francese per le Olimpiadi di casa

La prossima edizione dei Giochi Olimpici avrà luogo a Parigi nel 2024. Alcune recenti prestazioni degli sportivi francesi hanno acceso le luci dei riflettori su quelle che potranno essere le ambizioni della compagine di casa per la rassegna a cinque cerchi.

Come gli appassionati di sport ben sanno, la prossima edizione dei Giochi Olimpici avrà luogo a Parigi nel 2024. Alcune recenti prestazioni degli sportivi francesi, in particolare l’esplosione del talento di Léon Marchand ai Campionati Mondiali di nuoto in quel di Budapest, hanno acceso le luci dei riflettori su quelle che potranno essere le ambizioni della compagine di casa per la rassegna a cinque cerchi.

Il calo di Tokyo. Innanzi tutto, è bene partire da quanto accaduto l’anno scorso. A Tokyo, la delegazione francese ha brillato meno di quanto ci si aspettasse, anche se naturalmente il bilancio differisce a seconda delle discipline. Se la scherma, il judo e gli sport di squadra hanno regalato un cospicuo bottino di medaglie, l’atletica e il nuoto sono rimaste decisamente sotto le attese, con un argento a testa, mentre il ciclismo non ha fatto meglio di due bronzi. Queste controprestazioni non hanno permesso alla Francia di raggiungere l’obiettivo delle 40 medaglie, fermandosi a quota 33, la stessa di Atene 2004. Inoltre, la Francia ha chiuso “solo” ottava nel medagliere, il piazzamento peggiore da Barcellona 1992.

Se, da un lato, questi risultati hanno fatto storcere la bocca a molti, dall’altro non hanno intaccato le speranze in vista di Parigi. Innanzi tutto, la Francia è stata tra le delegazioni maggiormente penalizzate dal rinvio delle Olimpiadi giapponesi, proprio in quanto queste sono andate a sovrapporsi alla programmazione dell’avvicinamento a Parigi 2024, con molti atleti e federazioni che hanno deciso di sacrificare Tokyo in vista della competizione casalinga. In seconda battuta, la Francia ha dimostrato nel recente passato di sapersi risollevare dalle delusioni, come accaduto nella scherma dopo il clamoroso “zero” nel medagliere di Londra 2012.

Partecipazione popolare. Uno dei punti sui quali la Francia sta investendo fortemente è quello della partecipazione e del consenso popolare. Al contrario di quanto accaduto in molti Paesi, dove la popolazione si è espressa contro l’organizzazione di grandi eventi, attraverso referendum o proteste, i sondaggi dicono che il 76% dei francesi sostiene l’organizzazione delle Olimpiadi a Parigi. Questo anche grazie all’impegno della politica sportiva, che ha proposto iniziative come l’apertura della maratona olimpica agli amatori, o il coinvolgimento dell’intero territorio nazionale (compresa la Polinesia Francese, dove si svolgeranno le prove di surf) nell’organizzazione dell’evento.

Inoltre, negli ultimi anni Parigi organizza annualmente le giornate olimpiche, un grande evento in cui i cittadini di tutte le età possono provare numerose discipline sportive insieme a grandi campioni come Renaud Lavillenie o Teddy Riner. Quest’anno, la giornata olimpica avrà luogo il 26 giugno, e verranno messe a disposizioni installazioni per praticare ben 34 sport olimpici e paralimpici. Tra le star più attese, il pluricampione mondiale di nuoto Camille Lacourt, Michaël Guigou, tre volte campione olimpico di pallamano, Axel Clerget, campione olimpico nel team event di judo a Tokyo, o ancora la fiorettista Ysaora Thibus, agrento a squadre in Giappone.

Programmazione. Dall’assegnazione delle Olimpiadi a Parigi, la Francia ha messo in piedi una programmazione volta unicamente a raggiungere il massimo della prestazione sportiva in quell’occasione. Nel 2019, ha visto la luce l’Agenzia Nazionale dello Sport (ANS), un’organizzazione nata con lo scopo di accompagnare gli atleti di alto livello verso Parigi 2024 e oltre, la cui direzione è stata affidata a Claude Onesta, tecnico che vanta due ori e un argento olimpici con la nazionale di pallamano, oltre a tre titoli mondiali ed altrettanti trionfi europei. L’ANS non si occupa unicamente delle prestazioni sportive, ma anche della formazione degli allenatori e del sostegno psicologico agli atleti, in quanto questo aspetto viene oggi considerato come fondamentale per il raggiungimento dei risultati.

L’ANS ha individuato 400 atleti prioritari (categoria A), ovvero quelli considerati come in grado di lottare per le medaglie olimpiche, ed un totale di 5.000 atleti di alto livello che lottano per partecipare ai Giochi e che possono ottenere un miglioramento tale da diventare medagliabili (categorie B e C). A questi atleti vengono destinati oltre 360 milioni di euro del bilancio statale. Inoltre, la Francia punta a sviluppare parimenti tutte le discipline, al contrario, ad esempio di quanto fatto dalla Gran Bretagna per Londra 2012: “Il modello inglese a cui spesso si fa riferimento è un modello che è stato realizzato per eliminazione”, ha spiegato Onesta a FranceInfo. “Hanno detto: in questa disciplina abbiamo un potenziale da medaglia, quindi ci investiamo molto, mentre in quest’altra siamo troppo lontani, quindi ci mettiamo zero. Ma in Francia questo non è possibile”. Lo stesso ex allenatore di pallamano ha spiegato che la programmazione impostata dall’ANS punta non solamente a Parigi 2024, ma anche a sfruttare l’onda lunga dei Giochi casalinghi in vista di Los Angeles 2028.

Un altro programma lanciato in vista di Parigi è Sciences 2024, che propone di sfruttare la ricerca scientifica per migliorare i risultati in diverse discipline sportive. Uno degli studi che ha destato maggior interesse è quello del ricercatore Marc Fermigier, che, attraverso lo studio della meccanica dei fluidi e dei solidi, ha messo a punto una ottimizzazione delle imbarcazioni di vela, mentre altri studi di questo tipo hanno riguardato il ciclismo e il canottaggio. Il programma prevede una stretta collaborazione tra gli scienziati e le nazionali sportive, che dovrebbe permettere un miglioramento delle prestazioni sfruttando le conoscenze scientifiche avanzate.

Polemiche. Anche in Francia, comunque, le polemiche non mancano. In molti hanno criticato, ad esempio, la decisione di lasciare il karate fuori dal programma olimpico per inserire la breakdance. La scelta era stata fatta ben prima di Tokyo, ma l’oro vinto da Steven Da Costa nell’arte marziale nipponica (unico titolo francese nei “nuovi” sport del programma a cinque cerchi) ha generato una rivolta popolare guidata dallo stesso campione olimpico e mondiale della categoria 67 kg. Tutto inutile, in quanto il programma per il 2024 era già stato fissato in maniera definitiva.

Un’altra polemica aveva coinvolto l’ex ministro dell’Istruzione e dello Sport, Jean-Michel Blanquer, quando questi aveva dichiarato in una conferenza che la Francia avrebbe dovuto puntare a conquistare 80 medaglie a Parigi 2024, obiettivo a dir poco ambizioso se si considera, ad esempio, che la Gran Bretagna ne ha ottenute 65 in occasione del suo exploit di Londra 2012, e che una tale cifra è stata superata solo da Stati Uniti e Cina a Tokyo 2020. Gli sportivi si sono allora rivoltati contro Blanquer, che avrebbe parlato a spropostio senza rendersi conto diquanto sia complicasto conquistare un podio a cinque cerchi.

Nonostante le cifre troppo ottimistiche di Blanquer, la Francia punta a fare decisamente bene alle Olimpiadi casalinghe, investendo su una programmazione ben definita e sul coinvolgimento dell’entusiasmo popolare. Le premesse ci sono tutte, per avere la risposta dovremo aspettare ancora due anni.

Articolo pubblicato su www.oasport.it

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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