Zaporižžja: la Russia denuncia il ricatto nucleare dell’Ucraina

Come sottolineato dalle autorità russe, il governo di Kiev sta mettendo a repentaglio la sicurezza di tutto il continente europeo attraverso le proprie provocazioni nelle vicinanze della centrale nucleare di Zaporižžja.

La centrale nucleare di Zaporižžja, la più grande dell’intero continente europeo, è attualmente il punto più caldo del conflitto in corso di svolgimento in Ucraina. Passato sotto il controllo delle truppe russe nel mese di marzo, l’impianto è infatti divenuto il principale bersaglio degli attacchi di Kiev, che attraverso le proprie provocazioni sta mettendo a repentaglio la sicurezza europea, come sottolineato dalle autorità russe.

I preparativi del regime di Kiev per effettuare una provocazione di alto profilo presso la centrale nucleare di Zaporižžja durante la visita del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in Ucraina sono un ricatto nucleare”, ha affermato giovedì la portavoce del ministero degli Esteri russo, Marija Zacharova. “Questa non è solo una provocazione, si tratta piuttosto di ciò che abbiamo condannato come ricatto nucleare. E cos’altro è se non una provocazione di lunga data attorno a un impianto nucleare, una minaccia diretta all’energia nucleare? Questo è certamente un atto di ricatto nucleare“, ha aggiunto.

Stiamo parlando di energia nucleare, l’intero continente europeo è tenuto in ostaggio perché tutto questo è nel cuore dell’Europa“, ha proseguito Zacharova, osservando come le autorità ucraine non stiano ricattando solo un singolo Paese o una specifica entità politica, ma l’intero continente europeo. “Oggi la scienza ci ha già mostrato che le conseguenze dei disastri causati dall’uomo e le diverse tragedie negli impianti nucleari non hanno confini, hanno solo limiti di tempo. Solo il tempo può limitare la diffusione di queste conseguenze“, ha concluso la diplomatica russa.

Secondo le autorità russe, infatti, Kiev ha in programma di mettere in scena un attacco false flag presso la centrale durante la visita di Guterres in Ucraina, come rivelato nelle ultime ore dal portavoce del ministero della Difesa, Igor Konašenkov: “Il 19 agosto, il regime di Kiev organizzerà una provocazione molto pubblicizzata presso la centrale nucleare di Zaporižžja durante la visita del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres“. “Per prepararsi alla provocazione, il comando della task force Dnepr istituirà posti di monitoraggio delle radiazioni a Zaporižžja entro il 19 agosto e organizzerà esercitazioni tra le unità della 108a brigata di difesa territoriale, la 44a brigata di artiglieria e le unità militari di stanza Zaporižžja per l’azione in condizioni di contaminazione radiologica dell’area“, ha sottolineato.

L’obiettivo degli ucraini sarebbe quello di effettuare un attacco alla centrale per poi attribuire le responsabilità dello stesso alla Russia, ma per questo fine Kiev è pronta a mettere a repentaglio la sicurezza di milioni di persone in Ucraina e in Europa. “Le truppe russe non hanno armi pesanti dispiegate né presso la centrale né nelle aree adiacenti ad essa“, ha spiegato Konašenkov, smentendo le voci diffuse dal governo ucraino, secondo le quali le truppe russe avrebbero occupato la centrale utilizzandola come base per i bombardamenti del territorio ucraino. “Le forze armate della Federazione Russa stanno adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza della centrale nucleare di Zaporižžja“, ha concluso.

Secondo le informazioni a disposizione dei russi, l’esercito ucraino potrebbe prendere di mira deliberatamente il sistema di raffreddamento della centrale o il suo impianto di stoccaggio delle scorie nucleari. La tecnica di effettuare dei bombardamenti per poi far ricadere le colpe sull’esercito russo, con la complicità della macchina della propaganda mediatica occidentale, è del resto stata già utilizzata in numerose occasioni dall’inizio dell’operazione militare speciale russa in Ucraina.

Il Ministero della Difesa russo ha anche diffuso un documento nel quale si spiegano le possibili conseguenze di un incidente presso la centrale nucleare: “Un incidente alla centrale nucleare di Zaporižžja potrebbe provocare la contaminazione radioattiva dei territori in Ucraina, Germania, Moldova, Polonia, Romania e Slovacchia”, si legge nella scheda informativa, basata anche sulle pubblicazioni di studiosi occidentali. “Nello scenario peggiore, un incidente causerebbe ricadute radioattive a centinaia di chilometri di distanza”, anche se “una catastrofe su larga scala sembra improbabile”.

Per dimostrare il rispetto delle regole e la propria buona fede, la Russia ha da tempo invitato gli esperti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) a visitare la centrale nucleare. Al contrario di quello che fanno i Paesi occidentali, Mosca ha richiesto la partecipazione di esperti provenienti da diversi Paesi al fine di avere pareri differenti.

Al contrario, il governo ucraino sta facendo di tutto per evitare il sopralluogo degli esperti dell’AIEA: “Vediamo i frenetici tentativi delle autorità ucraine di presentare il caso come se fosse la Russia a ostacolare la missione internazionale dell’AIEA presso la centrale nucleare di Zaporižžja. Tuttavia, tutti possono vedere la frenesia con cui i banderisti effettuano attacchi militari sulla centrale nucleare di Zaporižžja e sulla città di Energodar, dove vivono i dipendenti dello stabilimento e le loro famiglie“, ha sottolineato Ivan Nečaev, vice portavoce del ministero degli Esteri.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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