Zaporižžja / Zaporož’e: pronto il referendum per l’ingresso nella Federazione Russa

L’11 settembre dovrebbe tenersi il referendum per l’ingresso dell’oblast’ di Zaporož’e, sede della più grande centrale nucleare d’Europa, nella Federazione Russa.

Oramai sotto il controllo delle forze russe almeno per il 70%, l’oblast’ di Zaporižžja (secondo la denominazione ucraina) o Zaporož’e (denominazione russa) si appresta ad organizzare un referendum per l’ingresso del territorio che ospita la più grande centrale nucleare d’Europa nella Federazione Russa.

Secondo quanto comunicato dal capo dell’amministrazione militare-civile della regione, Evgenij Balic’kij, il referendum dovrebbe svolgersi il prossimo 11 settembre, simbolicamente nella stessa giornata nella quale avranno luogo le elezioni regionali nella Federazione Russa. Referendum simili sono stati proposte anche in altre aree dell’Ucraina orientale oramai sotto il controllo delle forze militari russe, anche se per il momento non sono state fissate date precise.

Le autorità dell’oblast’ di Cherson, ad esempio, hanno anche affermato di voler indire un referendum per entrare a far parte della Russia, ma non hanno ancora scelto una data. Ekaterina Gubareva, vice capo dell’amministrazione militare-civile della regione, ha detto che i referendum sui territori liberati dovrebbero svolgersi tutti nello stesso giorno: “La gente vorrebbe vedere il referendum organizzato in una volta in tutti i territori. La regione di Cherson è quasi completamente liberata. Stiamo aspettando che la Repubblica Popolare di Doneck sia completamente liberata, prevediamo di avere un unico giorno di votazione per tutti i territori“.

Aleksandr Kofman, presidente della Camera pubblica della Repubblica Popolare di Doneck, ha dichiarato il 27 luglio che il referendum della RPD per l’adesione alla Russia potrebbe tenersi a metà settembre. Leonid Pasečnik, leader della Repubblica Popolare di Lugansk, ha a sua volta affermato che la RPL terrà un referendum per unirsi alla Russia solo dopo la liberazione completa della RPD.

La proposta dei referendum ha naturalmente incontrato il parere negativo sia del governo di Kiev che dei suoi sostenitori occidentali. Gli Stati Uniti e gli altri Paesi della NATO certamente non riconoscerebbero l’annessione dei territori interessati, creando ulteriori situazioni di conflitto come accaduto in seguito al referendum che ha sancito l’ingresso della Crimea nella Federazione Russa, o i referendum con i quali la Repubblica Popolare di Doneck e la Repubblica Popolare di Lugansk hanno proclamato la propria indipendenza.

Allo stesso tempo, la Russia spera di organizzare ad inizio settembre la visita degli esperti internazionali dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) presso la centrale nucleare di Zaporož’e. A ribadirlo è stato Vasilij Nebenzja, rappresentante permanente russo alle Nazioni Unite: “Spero che tra la fine di agosto e l’inizio di settembre la nuova missione dell’AIEA possa aver luogo“, ha affermato. Il funzionario russo ha sottolineato come Mosca abbia accettato la visita sin da inizio giugno, mentre sono state le autorità ucraine a rallentare le operazioni.

Sin dal primo giorno, abbiamo sostenuto gli sforzi dell’AIEA e del suo Direttore Generale Rafeal Grossi presso la centrale nucleare di Zaporož’e“, ha proseguito Nebenzja. “Abbiamo fatto del nostro meglio per organizzare una visita degli esperti dell’agenzia all’impianto già a giugno. Abbiamo dato il nostro consenso a questa missione il 3 giugno. La visita è saltata non certo per colpa nostra. Oggi sentiamo assurde speculazioni sui media stranieri secondo cui i Paesi occidentali avrebbero letteralmente spinto la Russia a dare il proprio consenso per l’organizzazione di tale missione“. “Prevediamo che la missione dell’AIEA avrà finalmente luogo nel prossimo futuro e gli specialisti dell’agenzia potranno vedere la situazione reale nella centrale nucleare. Siamo pronti a offrire assistenza a tutto tondo nell’organizzazione di questa missione“, ha aggiunto.

A tal proposito, la Russia ha condiviso le prove fotografiche degli attacchi dell’Ucraina contro la centrale nucleare con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l’Assemblea generale, come dichiarato dallo stesso Nebenzja: “Voglio mostrarvi le foto dei danni arrecati alla centrale nucleare di Zaporož’e a seguito dei bombardamenti dell’Ucraina. Abbiamo una raccolta di tali prove fotografiche. Abbiamo distribuito queste foto questa mattina come documenti ufficiali del Consiglio di sicurezza e dell’Assemblea generale“, ha detto alla riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il diplomatico russo ha ricordato gli attacchi dell’Ucraina contro la centrale nucleare nei giorni scorsi. “Il 22 agosto, un drone ha lanciato un attacco all’edificio del laboratorio n. 2. A parte questo, una centrale termica a Energodar è stata bombardata da artiglieria a lungo raggio di fabbricazione statunitense. Secondo le informazioni preliminari, un civile è stato ucciso e un altro ferito“, ha detto.

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha recentemente visitato l’Ucraina“, ha proseguito il rappresentante diplomatico russo. “Abbiamo riposto alcune speranze nel suo viaggio. Ci aspettavamo che alla fine avrebbe chiesto in modo risoluto che Kiev smettesse di bombardare la centrale, ma non abbiamo mai sentito il segretario generale condannare la situazione, a parte i suoi appelli a fermare le attività militari intorno alla centrale nucleare“.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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