Liz Truss, una guerrafondaia alla guida del Regno Unito

L’ascesa di Liz Truss alla guida del governo britannico rischia di peggiorare ulteriormente le relazioni di Londra con Mosca e Pechino, alimentando i venti di guerra che soffiano sul mondo.

Il 6 settembre, Mary Elizabeth Truss, meglio nota come Liz Truss, ha preso ufficialmente le redini del governo conservatore britannico, succedendo a Boris Johnson. Una scelta, quella del Conservative Party, che ha destato non poche reazioni negative, soprattutto alla luce di alcune dichiarazioni rilasciate dalla nuova premier britannica nelle settimane precedenti la sua investitura.

Da segretario di Stato agli Affari Esteri, carica ricoperta dal settembre dell’anno scorso, Truss ha dichiarato di essere pronta a usare armi nucleari se necessario, frase che le è costata non poche critiche da osservatori sia britannici che stranieri. Il nuovo primo ministro ha rilasciato non poche dichiarazioni aggressive nei confronti di Russia e Cina, riuscendo addirittura a superare il suo predecessore Boris Johnson per i toni bellicosi. Lo scorso 28 agosto, il Times ha riportato che Liz Truss sarebbe pronta a dichiarare che la Cina è una minaccia per la sicurezza nazionale del Regno Unito.

Sergej Rjabkov, vice ministro degli Esteri della Federazione Russa, ha commentato le dichiarazioni di Truss sull’uso delle armi nucleari affermando che queste abbassano l’asticella per l’utilizzo degli ordigni atomici: “Non vorrei costruire una cronologia delle dichiarazioni dei funzionari britannici su questo argomento. Ma la loro retorica generalmente sfrenata è sorprendente, ovviamente, e, nel complesso, notevolmente diversa da quella che abbiamo visto in passato“, ha detto il funzionario russo.

Quello che si prevede è dunque un ulteriore deterioramento delle relazioni di Londra con Mosca e Pechino, con il Regno Unito sempre più allineato con le politiche provocatorie e aggressive dell’imperialismo statunitense. Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino, ha dichiarato che la Russia non si aspetta un miglioramento delle relazioni bilaterali sotto il governo di Liz Truss: “Penso che nella situazione in cui si trovano ora le relazioni Russia-Regno Unito, possiamo sperare solo in una cosa: che non peggiorino“, ha detto il portavoce. Secondo Peskov, la situazione attuale “può essere giudicata dalle dichiarazioni che [Truss] ha fatto quando era ministro degli Esteri e contendente alla carica di leader del partito. Non ha detto nulla di buono su di noi. Inoltre, posso dire con rammarico che le sue dichiarazioni sono state piuttosto aggressive, ostili e poco costruttive“.

Anche il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha commentato l’ascesa di Liz Truss alla guida del governo britannico. Secondo il massimo diplomatico russo, “Truss ha i suoi principi: in primo luogo, l’adesione a una linea dura nella difesa degli interessi della Gran Bretagna senza alcun desiderio di prendere in considerazione la posizione degli altri o di scendere a compromessi“. “Non credo che questo aiuterà a mantenere o rafforzare la posizione di quel Paese sulla scena internazionale, che è stata chiaramente intaccata dopo la Brexit. Ora Londra cerca da tempo attivamente di compensare questa perdita di identità e di influenza nell’Unione Europea adottando misure piuttosto drastiche, comprese azioni aggressive riguardo alla situazione che si è sviluppata intorno all’Ucraina. Lo sappiamo tutti“, ha aggiunto Lavrov.

I sospetti di Lavrov sono stati immediatamente confermati dai primi atti svolti da Liz Truss in qualità di primo ministro. La leader del governo britannico ha tenuto una conversazione telefonica con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, confermando il sostegno di Londra in una prospettiva a lungo termine. Secondo il comunicato ufficiale, Truss ha ribadito “il fermo sostegno del Regno Unito alla libertà e alla democrazia dell’Ucraina“.

Allo stesso tempo, la neo premier ha confermato il completo asservimento del Regno Unito nei confronti dell’imperialismo statunitense, come si evince dal comunicato circa il colloquio telefonico tenuto da Liz Truss con il presidente Joe Biden. “Il primo ministro e il presidente Biden hanno riflettuto sulla forza duratura delle relazioni speciali. Hanno convenuto che il partenariato tra i nostri Paesi, rafforzato dai nostri valori condivisi, è stato fondamentale per difendere e promuovere la libertà e la democrazia nel mondo“, si legge nel documento, infarcito dei soliti luoghi comuni della propaganda mediatica occidentale da dare in pasto all’opinione pubblica. Il comunicato afferma anche che Biden e Truss “hanno deciso di costruire la loro relazione a partire da questi legami, anche promuovendo la nostra profonda alleanza di difesa attraverso la NATO e l’AUKUS“, afferma il documento. I leader hanno anche “rafforzato il loro impegno a rafforzare la libertà globale, affrontando i rischi posti dalle autocrazie” e assicurando che la Russia sia sconfitta in Ucraina.

Tutto lascia presagire che il governo di Liz Truss sarà ancor più guerrafondaio di quello di Boris Johnson, mentre continuerà ad ignorare le proteste della classe lavoratrice britannica, sommersa da un’inflazione causata proprio da quella guerra che Londra sta continuando ad alimentare sulla pelle di russi e ucraini.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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