São Tomé e Príncipe: Patrice Trovoada torna al governo dell’arcipelago

Il leader del partito Azione Democratica Indipendente ha ottenuto il suo quarto mandato come primo ministro, in seguito alle elezioni dello scorso 25 settembre.

São Tomé e Príncipe è un piccolo arcipelago africano situato nelle acque del golfo di Guinea, composto da due isole principali dalle quali prende il nome e da un insieme di isole minori. A lungo colonia portoghese, ottenne l’indipendenza solamente nel 1975, grazie all’azione di un gruppo marxista-leninista denominato Movimento per la Liberazione di São Tomé e Príncipe (Movimento de Libertação de São Tomé e Príncipe, MLSTP). IL MLSTP, allora guidato da Manuel Pinto da Costa, avrebbe mantenuto la leadership politica fino al 1991, quando l’introduzione del multipartitismo permise l’emergere di una forza liberale e democristiana, denominata Azione Democratica Indipendente (Acção Democrática Independente, ADI).

Da allora, i due principali partiti di sono alternati al controllo della presidenza e del governo del Paese. In particolare, l’ADI mantenne la presidenza dal 1991 al 2001 sotto la guida di Miguel Trovoada, per poi riassumerla nel 2015 sotto la leadership di Evaristo Carvalho. Pur avendone la possibilità, il 79enne Carvalho ha deciso di non ricandidarsi per un secondo mandato per via dei suoi problemi di salute che ne avrebbero causato la morte nel maggio del 2022, cedendo il posto all’attuale presidente Carlos Vila Nova, altro esponente dell’ADI, eletto l’anno scorso.

Figlio dell’ex presidente Miguel Trovoada, Patrice Trovoada è però il vero leader dell’ADI, per il quale ha già guidato tre governi nei periodi febbraio-giugno 2008, 2010-2012 e 2014-2018. Alle elezioni del 2018, l’ADI ottenne nuovamente il primo posto con poco più di mille voti di vantaggio sul MLSTP, oggi ribattezzato MLSTP-PSD (Movimento de Libertação de São Tomé e Príncipe – Partido Social Democrata), ma alla fine il governo fu affidato proprio a questo partito, che riuscì a formare una maggioranza sotto la guida di Jorge Bom Jesus.

Le elezioni dello scorso 25 settembre hanno dunque visto una nuova sfida tra il MLSTP-PSD del primo ministro uscente Jorge Bom Jesus e l’ADI, ancora guidato da Patrice Trovoada, che negli ultimi quattro anni ha dovuto limitarsi al ruolo di leader dell’opposizione. L’esito ha premiato proprio l’ADI, che ha ottenuto il 46,81% delle preferenze e 29 seggi, sufficienti per conquistare la maggioranza assoluta sui 55 scranni che compongono l’emiciclo di São Tomé. Al contrario, la formazione rivale ha subito una netta perdita, fermandosi al 32,70% dei consensi, con diciotto seggi totali.

Tra le forze minori, il movimento Basta, formato da alcuni dissidenti del MLSTP-PSD, ha eletto due rappresentanti, mentre sei seggi sono andati alla coalizione guidata dal Movimento dei Cittadini Indipendenti di São Tomé e Príncipe – Partito Socialista (Movimento de Cidadãos Independentes de São Tomé e Príncipe – Partido Socialista, MCI-PS). Gli altri sette partiti che hanno partecipato alle elezioni non hanno conquistato seggi.

L’ufficializzazione dei risultati, persasi in alcune lungaggini, ha contribuito ad alzare la temperatura dello scontro tra i leader dei due principali partiti. Patrice Trovoada, che aveva rivendicato la vittoria sin dal giorno successivo alle elezioni, senza attendere l’esito ufficiale, ha accusato la Commissione elettorale nazionale di umentare l’instabilità del Paese, mentre il primo ministro Jorge Bom Jesus ha risposto rivolgendo un appello ai leader e ai militanti dei partiti politici ad astenersi da “discorsi incendiari” e ha avvertito che “saranno attivati ​​mezzi di sicurezza e di ordine interno per evitare qualsiasi tentativo di insediare il caos nel Paese”.

In seguito, Trovoada ha accusato il capo del governo e suo principale avversario di “spaventare le persone” e ha affermato che i militari “non sono una milizia governativa”, invitando Bom Jesus “a riconoscere la sconfitta del MLSTP e non escogitare un discorso intimidatorio”. Patrice Trovoada ha anche ricordato che i primi ministri di Portogallo e Capo Verde, nonché il Ministero degli Affari Esteri della Guinea Bissau, avevano già pubblicamente riconosciuto la vittoria dell’ADI, così come l’Internazionale della Democrazia del Centro “che è composta da partiti di centrodestra che fanno parte del gruppo del Partito Popolare dell’Unione Europea e che rappresentano la maggioranza al Parlamento Europeo a Strasburgo”.

A parte le scaramucce tra i due leader, non dovrebbero essere grandi problemi per la formazione del nuovo governo da parte dell’ADI, dopo che i risultati saranno resi definitivi ed il presidente Carlos Vila Nova incaricherà Trovoada di formare l’esecutivo.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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