La mafia borghese di Matteo Messina Denaro

Come ha fatto il boss Matteo Messina Denaro a non farsi trovare per trent’anni pur restando nella sua terra? Questo interrogativo non può che trovare risposta nella collusione di una parte della classe dominante del nostro Paese. La riflessione di Francesco Sassano.

In base alle prime indagini, il super boss Matteo Messina Denaro nei suoi 30 anni di latitanza ha potuto contare su una fitta rete di connivenze anche tra i cosiddetti colletti bianchi.

La mafia conferma la sua capacità di fare sistema e coinvolgere nella sua ragnatela più gruppi sociali. La rete criminale non potrebbe sopravvivere soltanto con il supporto di fiancheggiatori e sodali appartenenti al meccanismo mafioso. La borghesia mafiosa da anni rappresenta un’alleata fedele, oltre a fornire assistenza logistica e coperture è coinvolta in prima persona nei business criminali.

La latitanza supportata “dall’alto”

Totò Riina si rivolgeva al dottor Antonio Rizzuto, che, tra il 1974 e il 1980, vaccinò i suoi quattro figli. Provenzano, per farsi asportare un cancro alla prostata si trasferì a Marsiglia.

Mattia Messina Denaro è stato arrestato a Palermo all’interno di una clinica dove il boss ammalato di tumore si era recato lunedì per un ricovero in day hospital. Il capomafia della provincia di Trapani ha evidenziato per l’ennesima volta la capacità da parte della mafia di infiltrarsi nella società civile, di mimetizzarsi nei contesti cittadini, come è sicuramente una clinica privata tra le più prestigiose di Palermo.

Le parole del procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, sono chiare e precise: “C’è stata certamente una fetta di borghesia che negli anni ha aiutato Messina Denaro”, sottolineando che “le indagini puntano proprio su questo aspetto”. Sarebbe quasi ora di farsi qualche domanda e soprattutto rispondere energicamente. Per la mafia il sostegno dei professionisti in doppio petto o camice bianco è tutto. Un uomo non può restare nell’ombra per più di 30 anni senza una rete di protezione legata ad ambienti sociali medio-alti.

L’auspicio è che da oggi, non si perda di vista un dato evidente, la mafia borghese è parte integrante del sistema criminale. Il padrino è solo un pezzo del puzzle, anche perché la mafia ha ottime capacità riproduttive fino a quando potrà contare su un sottobosco composto da collusioni con politici, parlamentari, capi dei servizi segreti, medici, avvocati, direttori di banca e persino ecclesiastici. Mattia Messina Denaro, senza il loro supporto, non avrebbe esercitato il suo terrore intimidatorio e criminale. Come disse Giovanni Falcone: “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”.

Per dare concretezza alla profezia del giudice antimafia morto nella strage di Capaci, è necessario proseguire le indagini ad ampio raggio, identificare e assicurare alla giustizia gli insospettabili fiancheggiatori. Solo così questo fenomeno umano, potrà essere sconfitto e debellato.

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About Francesco Sassano

Francesco Sassano, Sociologo della Comunicazione, osservatore sociale di un mondo sempre più fluido. Per info e collaborazioni: sassanof@libero.it

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