In memoria del rivoluzionario Farabundo Martí

Il 5 maggio 1893 nasceva il rivoluzionario salvadoregno Agustín Farabundo Martí. Ne ripercorriamo rapidamente la breve ma intensa militanza politica.

Agustín Farabundo Martí Rodríguez, meglio noto come Farabundo Martí, nacque a Teotepeque, nel dipartimento salvadoregno de La Libertad, il 5 maggio 1893, figlio del sindaco della cittadina. Dopo la laurea in giurisprudenza, Martí cominciò ad interessarsi di politica in maniera più costante, prendendo parte ad alcune manifestazioni contro il governo di Jorge Meléndez, alla presidenza di El Salvador dal 1919 al 1923.

Martí entrò in contatto con il movimento della minoranza guatemalteca presente nel Paese, e venne incarcerato per aver criticato il governo di Meléndez e quello guatemalteco del presidente Manuel Estrada Cabrera, insieme al leader della minoranza guatemalteca in El Salvador, José Luis Barrientos. In seguito, Martí venne costretto all’esilio, e negli anni successivi viaggio in numerosi Paesi del continente americano, tra cui Guatemala, Messico, Cuba, Giamaica, Stati Uniti e Nicaragua. Nel 1925, mentre si trovava in Guatemala, fu uno dei fondatori del Partido Comunista Centroamericano (PCC), che promuoveva la riunificazione delle repubbliche centroamericane.

Il PCC entrò nell’Internazionale Comunista e nel Soccorso Rosso Internazionale, cosa che permise a Martí di rientrare in El Salvador come delegato di queste organizzazioni internazionali. In patria, riuscì ad organizzare l’attività politica dei lavoratori salvadoregni, ma venne arrestato ed esiliato in diverse altre occasioni. Nel 1928 si recò, negli Stati Uniti, dove entrò nella Lega antimperialista delle Americhe, per poi spostarsi in Nicaragua su indicazione di questa organizzazione. Qui collaborò strettamente con il leader rivoluzionario nicaraguense Augusto César Sandino, e, il 4 maggio 1929, venne nominato colonnello dell’Ejército Defensor de la Soberanía Nacional de Nicaragua (EDSN), guidato dal generale Sandino.

Nel 1930, il PCC si suddivise in diversi partiti per i vari stati dell’America Centrale, e Martí assunse la direzione del Partido Comunista Salvadoreño (PCS), ma, a causa della sua attività politica, venne esiliato nuovamente per volontà del presidente Pío Romero Bosque. In seguito alla vittoria di Arturo Araujo alle elezioni presidenziali, Martí riuscì a tornare clandestinamente nel Paese, prima dell’ascesa al potere del generale Maximiliano Hernández Martínez, nel dicembre del 1931.

Il 19 gennaio 1932, Martí venne arrestato per l’ennesima volta. Il 22 gennaio, il PCS lanciò una rivolta popolare che era stata pianificata dallo stesso Martí prima del suo arresto: la repressione dell’esercito, per volontà del generale Martínez, fu brutale, causando tra le 15.000 e le 30.000 morti stimate. Il 1° febbraio 1932, Farabundo Martí venne fucilato insieme a due studenti universitari che erano stati arrestati con lui, Alfonso Luna e Mario Zapata. Negli stessi giorni vennero uccisi anche altri leader delle rivolte popolari contro il governo salvadoregno, come Feliciano Ama e Francisco “Chico” Sánchez, mentre tra le poche figure di spicco che riuscirono a sopravvivere vi fu Abel Cuenca.

Gli eventi dei primi mesi del 1932, accaduti soprattuto nella parte settentrionale del Paese, vengono oggi ricordati in El Salvador come La Matanza. Gli scontri proseguirono fino a luglio, ed assunsero il carattere della pulizia etnica, visto che i morti furono soprattutto membri delle comunità indigene che vivevano nelle aree rurali del Paese.

La figura di Farabundo Martí venne considerata come esemplare da parte della sinistra salvadoregna, che ne rivendicò l’eredità nei lunghi anni di lotta contro i governi militari del Paese. Nel 1980, cinque organizzazioni della guerriglia (oltre al PCS, le Fuerzas Populares de Liberación “Farabundo Martí”, l’Ejército Revolucionario del Pueblo, la Resistencia Nacional ed il Partido Revolucionario de los Trabajadores Centroamericanos) vennero unificate sotto il nome di Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (FMLN), che fu attivo nella guerra civile che ebbe luogo tra il 1979 ed il 1992. Alla fine della guerra, il FMLN venne legalizzato e si trasformò in un partito politico, vincendo le elezioni presidenziali nel 2009, con Mauricio Funes, e nel 2014, con Salvador Sánchez Cerén.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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