Russia, elezioni regionali: il governatore comunista vince con l’83% nella terra natale di Lenin

Il candidato comunista Aleksej Russkich è stato eletto governatore dell’oblast’ di Ul’janovsk con una schiacciante maggioranza dell’83%. Russia Unita mantiene il governo della maggioranza delle regioni.

Il 22 aprile 1870, nacque, nella città di Simbirsk, Vladimir Il’ič Ul’janov, divenuto noto a tutti con il nome di Lenin. Nel 1924, la città natale del leader rivoluzionario venne ribattezzata in suo onore Ul’janovsk, mantenendo questo nome anche dopo la fine dell’Unione Sovietica. L’oblast’ di Ul’janovsk, la regione di 1,2 milioni di abitanti che circonda l’omonimo capoluogo, era governato fino allo scorso aprile da Sergej Morozov, esponente del partito Russia Unita (Единая Россия, Edinaja Rossija). Morozov era addirittura il governatore in carica più longevo di tutta la Federazione Russa, essendo stato eletto per la prima volta nel 2005. Tuttavia, la sua decisione di candidarsi alla Duma di Stato nelle elezioni legislative l’ha obbligato a rassegnare le proprie dimissioni, ed il presidente Vladimir Putin ha dovuto nominare il comunista Aleksej Russkich (in foto) come governatore provvisorio dell’oblast’.

L’esponente del Partito Comunista della Federazione Russa (Коммунистическая партия Российской Федерации, Kommunističeskaja partija Rossijskoj Federacii), già senatore, ha condotto la propria regione alla scadenza elettorale del 19 settembre, in concomitanza con le elezioni legislative federali, decidendo di candidarsi per mantenere le redini del governo dell’oblast’ di Ul’janovsk. Russia Unita, vista la rinuncia di Morozov, ha deciso di non nominare un nuovo candidato per questa regione. Gli elettori hanno dunque premiato Russkich con l’83,16% dei consensi, segnando una schiacciante vittoria per il KPRF, e lasciando gli altri tre candidati a spartirsi le briciole. Nello specifico, il candidato ecologista Gennadij Budarin ha ottenuto il 5,53% dei consensi, mentre Sergej Marinin del Partito Liberal-Democratico di Russia (Либерально-Демократическая Партия России, Liberal’no-Demokratičeskaja Partija Rossii) non è andato oltre il 4,75%. L’affluenza alle urne nella regione è stata del 45,88%, con un incremento di oltre cinque punti percentuali rispetto alle elezioni per la Duma regionale del 2018.

Voglio ringraziare tutti per il supporto, le parole gentili e gli auguri. Più dell’83% degli elettori che si sono presentati ai seggi hanno votato per la mia candidatura. Questa vittoria per me significa un’enorme responsabilità nei confronti del popolo”, ha dichiarato Russkich, che ora può assumere a pieno titolo l’incarico di governatore. “In tutti questi mesi, gli stessi residenti della regione di Ul’janovsk hanno in gran parte formato la mia agenda di lavoro, lasciando lamentele e suggerimenti attraverso vari canali di comunicazione. Grazie per la vostra preoccupazione, amici. Questo mi ha aiutato a conoscere la regione, scoprire i punti deboli e delineare un piano per risolvere i problemi acuti che preoccupano le persone. Continuerò sicuramente ad utilizzare questo formato di lavoro”, ha aggiunto.

Il 20 settembre, il giorno dopo lo svolgimento delle elezioni, Russkich si è subito messo all’opera, proponendo delle misure per incentivare l’occupazione giovanile nella regione: “Oggi il mercato del lavoro è aggressivo nei confronti dei giovani professionisti, a causa dei requisiti di esperienza lavorativa e dei salari bassi. Tutto ciò li fa cercare la felicità in altre regioni e persino Paesi. I problemi rimangono gli stessi: il mercato del lavoro continua a riprodurre posti di lavoro poco qualificati, di conseguenza è molto improbabile trovare un lavoro per la propria professione. I sondaggi sulla popolazione mostrano che l’occupazione è invariabilmente uno dei cinque problemi dal punto di vista dei residenti della regione. Insieme a voi, dovremo rettificare la situazione nella regione, ridurre il deflusso dei giovani lavoratori, aumentare il livello dei salari e migliorare le condizioni di lavoro“, ha affermato il governatore.

Tra le altre regioni che sono andate al voto, il partito Russia Unita del presidente Vladimir Putin ha mantenuto il governo in sette di queste. Nell’oblast’ di Belgorod, Vjačeslav Gladkov ha ottenuto il 78,79% delle preferenze contro il 9,94% del comunista Kirill Skačko. Nella Repubblica di Mordovia, lo scenario è stato simile, con il governatore uscente Artëm Zdunov che ha raggiunto il 78,16%, mentre il comunista Dmitrij Kuzjakin si è attestato sull’11,48%. Nell’oblast’ di Penza, Oleg Melničenko (72,38%) ha battuto Oleg Šal’japin (12,35%), sempre del KPRF. La Repubblica di Tuva ha visto la conferma di Vladislav Chovalyg (86,81%), mentre il Partito Comunista non è andato oltre il 4,04%. Il KPRF ha sicuramente ottenuto un risultato incoraggiante nell’oblast’ di Tver’, dove Ljudmila Vorobëva ha raggiunto il 20,09% dei consensi, ma è stata comunque ampiamente battuta dal governatore in carica Igor Rudenja (52,33%). Infine, nelle attese elezioni della Repubblica Cecena, Ramzan Kadyrov ha ottenuto un nuovo mandato con un’incredibile percentuale del 99,7%.

I liberal-democratici, che sono stati battuti non solo da Russia Unita, ma anche dal KPRF in tutto il Paese, hanno ottenuto l’unica consolazione di questa tornata elettorale con la conferma di Michail Degtjarëv nel kraj di Chabarovsk (56,81%). Da notare però che in questa regione non erano presenti candidati dei due principali partiti politici del Paese. Nell’oblast’ di Tula, invece, ad ottenere il secondo mandato è stato Aleksej Djumin, ufficialmente candidato come indipendente, ma in realtà molto vicino al presidente Putin. Djumin ha ottenuto l’83,16% delle preferenze contro l’8,97% del comunista Vladimir Isakov.

Oltre alle dieci regioni nelle quali si sono svolte elezioni dirette, altre due regioni sono andate al voto in maniera indiretta, con in entrambi i casi una conferma per il governatore uscente di Russia Unita: si tratta di Sergej Menjajlo in Ossezia del Nord e di Rašid Temrezov nella Karačaj-Circassia. Elezioni indirette sono previste anche nella Repubblica del Daghestan, dove tuttavia il nome del nuovo governatore verrà deciso solamente il prossimo 14 ottobre: il governatore ad interim Sergej Melikov, indipendente, sarà il grande favorito, mentre Samir Abdulchalikov sarà il candidato proposto dal KPRF.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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