Argentina, la scelta di campo di Fernández: con Cina e Russia

Il presidente argentino ha effettuato visite ufficiali in Russia e Cina, approvando l’ingresso del Paese sudamericano nella Nuova Via della Seta.

Il boicottaggio diplomatico lanciato da alcuni Paesi occidentali contro la Cina in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino 2022 ha avuto l’effetto contrario rispetto a quello sperato, rinsaldando i legami della Repubblica Popolare con i suoi principali amici in tutti i continenti. Non solo il russo Vladimir Putin, ma anche molti altri leader mondiali hanno colto l’occasione della manifestazione a cinque cerchi per recarsi in Cina ed incontrare il presidente Xi Jinping e gli alti vertici dello Stato e del Partito Comunista.

Il presidente argentino Alberto Fernández è arrivato a Pechino proprio in occasione della cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici, viaggiando proprio insieme a Vladimir Putin, visto che nei giorni precedenti il leader sudamericano aveva effettuato un’altra visita ufficiale a Mosca. In questi pochi giorni, Fernández ha affermato chiaramente quale sia l’orientamento in politica estera del suo governo, confermando la netta rottura con le posizioni filostatunitensi del suo predecessore Mauricio Macri.

Nel suo incontro con Putin, Fernández ha ringraziato il governo russo per la fornitura di vaccini Sputnik contro il Covid-19, che Mosca ha garantito mentre gli Stati Uniti ed l’Unione Europea facevano a gara per accaparrarsi il maggior numero di dosi. “Siamo profondamente grati“, ha detto il presidente argentino a Putin durante l’incontro tenutosi giovedì scorso al Cremlino di Mosca. “Voi c’eravate, mentre il resto del mondo non ci ha aiutato con i vaccini“, ha sottolineato. Fernández ha anche detto che l’Argentina è pronta a diventare la porta della Russia in America meridionale, come trampolino di lancio per sviluppare la cooperazione tra Mosca e il continente.

Già prima dell’arrivo del presidente argentino in Cina, i due Paesi avevano stipulato un importante accordo per la costruzione di una centrale nucleare nei pressi di Buenos Aires. Il progetto per la costruzione della centrale nucleare Atucha III è stato firmato dai direttori delle due imprese statali che gestiscono l’energia nucleare in Argentina e Cina, prevedendo un investimento di 8,3 miliardi di dollari. Questo permetterà all’Argentina di dotarsi di una quarta centrale nucleare, e di aumentare la percentuale di energia prodotta con questo metodo (attualmente pari al 7,5% del totale).

Giunto in Cina, il presidente Fernández ha ricevuto il titolo di professore honoris causa dall’Università Tsinghua di Pechino, ha visitato il Museo del Partito Comunista Cinese e ha poi partecipato alla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici. Nella giornata di domenica, poi, il leader argentino ha approvato, insieme al suo omologo Xi Jinping, l’ingresso del Paese sudamericano nella Belt and Road Initiative (BRI), nota come Nuova Via della Seta. La firma dell’accordo è arrivata nell’ambito del 50° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

In base a questo accordo, la Cina garantirà 23,7 miliardi di dollari di investimenti in Argentina. Inoltre, sono stati firmati altri tredici accordi bilaterali di cooperazione relativi a sviluppo verde, economia digitale, spazio, tecnologia e innovazione, istruzione e cooperazione universitaria, agricoltura, scienze della terra, mezzi di comunicazione pubblica ed energia nucleare.

Durante l’incontro, Xi ha sottolineato che i due Paesi dovrebbero promuovere la costruzione di alta qualità della BRI e attuare importanti progetti di cooperazione esistenti come centrali idroelettriche e ferrovie, dando pieno sviluppo ai loro vantaggi complementari e approfondendo la cooperazione in vari campi. Secondo gli analisti cinesi, l’Argentina trarrà grandi benefici dalla BRI in molteplici campi come la costruzione di infrastrutture, la ripresa economica dalla pandemia di Covid-19 e gli investimenti, che avranno un effetto positivo anche sui paesi dell’America Latina che devono ancora aderire alla BRI.

L’Argentina sarà in grado di attrarre maggiori investimenti dalla Cina e approfondire la cooperazione globale nel commercio bilaterale e gli investimenti in alcuni settori chiave come l’energia e l’economia digitale”, ha dichiarato al Global Times Wang Youming, direttore dell’Istituto dei Paesi in via di Sviluppo presso l’Istituto Cinese di Studi Internazionali di Pechino. “Paesi come Brasile, Messico e Colombia che non hanno ancora aderito alla BRI potrebbero prendere in considerazione l’idea di accelerare il proprio ritmo nel cogliere l’opportunità“, gli ha fatto eco Zhou Zhiwei, esperto di studi latinoamericani presso l’Accademia Cinese delle Scienze Sociali.

L’ingresso dell’Argentina nella BRI rientra infatti nel più ampio progetto cinese di migliorare i rapporti con i Paesi latinoamericani, proprio nel momento in cui Buenos Aires detiene la presidenza di turno della Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (CELAC). Già lo scorso mese, il Nicaragua aveva firmato un protocollo d’intesa con Pechino per promuovere congiuntamente la BRI. In questi giorni, invece, il ministero del Commercio cinese ha annunciato che la Cina e l’Ecuador hanno ufficialmente avviato negoziati per un accordo di libero scambio.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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