Figi: il golpista Sitiveni Rabuka torna primo ministro

I risultati delle elezioni legislative dello scorso 14 dicembre hanno posto fine a quasi sedici anni di governi guidati da Frank Bainimarama, nonostante il suo partito sia risultato al primo posto. La Cina rischia di perdere un prezioso alleato nel Pacifico.

Composto da 322 isole, di cui solamente 106 abitate permanentemente, l’arcipelago delle Figi (ufficialmente Repubblica di Figi) conta poco più di 920.000 abitanti ed ha ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito solamente nel 1970. Conosciute in occidente principalmente come paradiso per vacanze o tutt’al più per la squadra nazionale di rugby, le Figi hanno un recente passato politico piuttosto tumultuoso, con due colpi di Stato che si sono succeduti nel 2000 e nel 2006.

Questa situazione di instabilità ha permesso l’emergere di un “uomo forte” come Frank Bainimarama, comandante delle forze militari figiane fino al 2014, e dal 2007 primo ministro in carica. Sessantottenne, Bainimarama è considerato dai suoi sostenitori come colui che ha arginato i precedenti golpe ristabilendo la democrazia e la stabilità nel Paese, mentre secondo gli oppositori sarebbe un approfittatore che ha utilizzato quelle occasioni per dare vita a dei “colpi di Stato nel colpo di Stato” e rafforzare il proprio potere, approfittando della fedeltà dell’esercito.

Dopo quasi sedici anni di potere, però, Bainimarama è stato costretto ad alzare bandiera bianca a seguito dei risultati delle elezioni del 14 dicembre. Sebbene il suo partito, FijiFirst, sia risultato ancora una volta come quello con il maggior numero di consensi (42,55%), il governo uscente ha perso la maggioranza assoluta dei seggi, potendo contare solamente su 26 deputati rispetto ai 55 scranni che compongono l’emiciclo di Suva.

Il nuovo primo ministro sarà dunque Sitiveni Rabuka, leader della nuova formazione di centro-destra Alleanza Popolare (People’s Alliance). Anche lui proveniente dall’esercito, Rabuka ha raggiunto un accordo con i leader degli altri due partiti presenti in parlamento per ottenere una maggioranza di 29 seggi. Rabuka potrà contare dunque sui 21 deputati del suo partito, ai quali si aggiungono i cinque del Partito Federazione Nazionale (National Federation Party) e i tre del Partito Liberale Sociale Democratico (Social Democratic Liberal Party, SODELPA), formazione della quale lo stesso Rabuka faceva parte fino allo scorso anno.

Nonostante il divorzio tra Rabuka e il SODELPA non sia stato dei più pacifici, i due partiti hanno deciso di collaborare uniti dalla comune avversione per i governi di Bainimarama. Inoltre, Rabuka e Viliame Gavoka, attuale leader del SODELPA, condividono la stessa visione riguardo a molte questioni. In particolare, entrambi hanno tendenze etno-nazionaliste e abbracciano dottrine cristiano-evangeliche fondamentaliste.

Secondo molti analisti, il nuovo governo potrebbe anche optare per una decisa virata in politica estera. Negli ultimi anni, Bainimarama aveva stretto una relazione molto fruttuosa con la Cina, e le isole Figi erano divenute di importanza strategica per la politica di Pechino nell’Oceano Pacifico. Il nuovo premier Rabuka è invece noto come un ammiratore di Israele da quando era comandante delle forze di pace figiane in Medio Oriente negli anni ’80, mentre il suo alleato Gavoka ha proposto l’apertura di un’ambasciata figiana a Gerusalemme, dimostrando a sua volta l’allineamento con il sionismo.

Ovviamente, la stampa occidentale, soprattutto in Australia e Nuova Zelanda – i principali vicini delle isole Figi – ha esultato per la sconfitta di Bainimarama, descrivendo il primo ministro uscente come un golpista, ed inneggiando a Rabuka come colui che ripristinerà la democrazia nell’arcipelago. Tuttavia, costoro si dimenticano di dire che Rabuka e Gavoka sostengono una visione anacronistica che porterà al ripristino del potere tribale, ristabilendo verosimilmente il Gran Consiglio dei Capi, un’istituzione che il precedente governo aveva abolito, e che in precedenza era stato presieduto proprio da Rabuka. Il governo di Bainimarama aveva anche messo in essere alcune misure per arrestare la discriminazione nei confronti degli immigrati di origine indiana, mentre il nuovo governo ha posizioni nazionaliste che potrebbero portare ad un riemergere degli episodi di razzismo istituzionalizzato.

Allo stesso modo, coloro che criticano Bainimarama per il suo passato militare e lo accusano di golpismo dimenticano di dire che Rabuka vanta una carriera molto simile, avendo guidato bene due colpi di Stato nel 1987 ed avendo già occupato l’incarico di primo ministro tra il 1992 ed il 1999. Difficile dunque capire quali siano i pregi di questo nuovo governo nascente, se non quello di essere incline a ripristinare la storica amicizia con l’Australia e la Nuova Zelanda e, attraverso la loro intercessione, con gli Stati Uniti.

Altri osservatori, al contrario, pensano che i legami economici con la Cina siano oramai troppo forti per Suva, e che quindi il nuovo governo non riuscirà a fare completamente marcia indietro. Pechino sta inoltre svolgendo un ruolo fondamentale anche nell’ambito della sicurezza nella regione del Pacifico meridionale: “La Cina è pronta a lavorare con altre parti per promuovere congiuntamente questo meccanismo per creare un ambiente di sicurezza per la prosperità, la stabilità e lo sviluppo per tutti i Paesi della regione e dare un maggiore contributo all’approfondimento delle relazioni tra la Cina e i paesi insulari del Pacifico”, aveva affermato Wang Xiaohong, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, in occasione di un vertice con i leader delle isole del Pacifico lo scorso novembre, al quale hanno partecipato, oltre alle isole Figi, anche Vanuatu, Kiribati, Tonga e Papua Nuova Guinea.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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