Hồ Chí Minh: la dichiarazione d’indipendenza del Vietnam (2 settembre 1945)

In seguito al successo della rivoluzione d’agosto, il 2 settembre 1945 Hồ Chí Minh dichiarava l’indipendenza del Vietnam e la nascita della Repubblica Democratica del Vietnam. In occasione di questo anniversario, vi proponiamo la traduzione del discorso tenuto da Hồ Chí Minh al momento della dichiarazione d’indipendenza.

Tutti gli uomini sono creati uguali. Sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, tra cui la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità.

Questa dichiarazione immortale è stata fatta nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America nel 1776. In un senso più ampio, ciò significa: tutti i popoli della terra sono uguali dalla nascita, tutti i popoli hanno il diritto di vivere, di essere felici e liberi.

La Dichiarazione della Rivoluzione francese del 1791 sui diritti dell’uomo e del cittadino afferma anche: “Tutti gli uomini nascono liberi e con uguali diritti, e devono sempre rimanere liberi e avere uguali diritti”.

Queste sono verità innegabili.

Tuttavia, per più di ottant’anni, gli imperialisti francesi, abusando dello standard di libertà, uguaglianza e fraternità, hanno violato la nostra patria e oppresso i nostri concittadini. Hanno agito contrariamente agli ideali di umanità e giustizia.

Nel campo della politica, hanno privato il nostro popolo di ogni libertà democratica.

Hanno applicato leggi disumane; hanno istituito tre regimi politici distinti nel nord, nel centro e nel sud del Vietnam al fine di distruggere la nostra unità nazionale e impedire che il nostro popolo si unisse.

Hanno costruito più prigioni che scuole. Hanno ucciso senza pietà i nostri patrioti; hanno annegato le nostre rivolte in fiumi di sangue.

Hanno incatenato l’opinione pubblica; hanno praticato l’oscurantismo contro il nostro popolo.

Per indebolire la nostra razza ci hanno costretti a usare oppio e alcool.

Nel campo dell’economia, ci hanno derubato fino al midollo, impoverito la nostra gente e devastato la nostra terra.

Ci hanno derubato delle nostre risaie, delle nostre miniere, delle nostre foreste e delle nostre materie prime. Hanno monopolizzato l’emissione di banconote e il commercio di esportazione.

Hanno inventato numerose tasse ingiustificabili e ridotto la nostra gente, soprattutto i nostri contadini, in uno stato di estrema povertà.

Hanno ostacolato la prosperità della nostra borghesia nazionale; hanno sfruttato senza pietà i nostri lavoratori.

Nell’autunno del 1940, quando i fascisti giapponesi violarono il territorio dell’Indocina per stabilire nuove basi nella loro lotta contro gli alleati, gli imperialisti francesi caddero in ginocchio e consegnarono loro il nostro Paese.

Così, da quella data, il nostro popolo è stato sottoposto al doppio giogo dei francesi e dei giapponesi. Le loro sofferenze e miserie sono aumentate. Il risultato è stato che dalla fine dello scorso anno all’inizio di quest’anno, dalla provincia di Quảng Trị al nord del Vietnam, più di due milioni di nostri concittadini sono morti di fame. Il 9 marzo, le truppe francesi sono state disarmate dai giapponesi. I colonialisti francesi o sono fuggiti o si si sono arresi, dimostrando che non solo erano incapaci di “proteggerci”, ma che, nell’arco di cinque anni, avevano venduto due volte il nostro Paese ai giapponesi.

In diverse occasioni prima del 9 marzo, la Lega Việt Minh ha esortato i francesi ad allearsi con essa contro i giapponesi. Invece di accettare questa proposta, i colonialisti francesi hanno intensificato a tal punto le loro attività terroristiche contro i membri del Việt Minh che prima di fuggire hanno massacrato un gran numero dei nostri prigionieri politici detenuti a Yên Bái e Cao Bằng.

Nonostante tutto ciò, i nostri concittadini hanno sempre manifestato nei confronti dei francesi un atteggiamento tollerante e umano. Anche dopo il putsch giapponese del marzo 1945, la Lega Việt Minh ha aiutato molti francesi ad attraversare la frontiera, ha salvato alcuni di loro dalle carceri giapponesi e protetto vite e proprietà francesi.

Dall’autunno del 1940 il nostro Paese aveva infatti cessato di essere una colonia francese ed era diventato un possedimento giapponese.

Dopo che i giapponesi si furono arresi agli alleati, tutto il nostro popolo si sollevò per riconquistare la nostra sovranità nazionale e per fondare la Repubblica Democratica del Vietnam.

La verità è che abbiamo strappato la nostra indipendenza ai giapponesi e non ai francesi.

I francesi sono fuggiti, i giapponesi hanno capitolato, l’imperatore Bảo Đại ha abdicato. Il nostro popolo ha spezzato le catene che per quasi un secolo lo hanno incatenato e ha conquistato l’indipendenza della Patria. Il nostro popolo allo stesso tempo ha rovesciato il regime monarchico che ha regnato supremo per dozzine di secoli. Al suo posto è stata istituita l’attuale Repubblica Democratica.

Per questi motivi noi, membri del Governo Provvisorio, in rappresentanza dell’intero popolo vietnamita, dichiariamo che d’ora in poi interrompiamo ogni rapporto di carattere coloniale con la Francia; aboliamo tutti gli obblighi internazionali che la Francia ha finora sottoscritto a nome del Vietnam e aboliamo tutti i diritti speciali che i francesi hanno illegalmente acquisito nella nostra Patria.

L’intero popolo vietnamita, animato da uno scopo comune, è determinato a lottare fino alla fine contro ogni tentativo dei colonialisti francesi di riconquistare il nostro Paese.

Siamo convinti che le nazioni alleate che a Tehrān e San Francisco hanno riconosciuto i principi di autodeterminazione e uguaglianza delle nazioni, non rifiuteranno di riconoscere l’indipendenza del Vietnam.

Un popolo che da più di otto anni si oppone coraggiosamente alla dominazione francese, un popolo che in questi ultimi anni ha combattuto fianco a fianco con gli Alleati contro i fascisti, un tale popolo deve essere libero e indipendente.

Per queste ragioni, noi, membri del governo provvisorio della Repubblica Democratica del Vietnam, dichiariamo solennemente al mondo che il Vietnam ha il diritto di essere un Paese libero e indipendente – e di fatto lo è già. L’intero popolo vietnamita è determinato a mobilitare tutte le proprie forze fisiche e mentali, a sacrificare le proprie vite e proprietà per salvaguardare la propria indipendenza e libertà.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

There are 3 comments

  1. Alberto L. Beretta

    Interessante davvero il Vietnam, per molti motivi. Io ho ripreso recentemente gli studi orientalistici, prevalentemente, giapponesi e cinesi, per ora. Per motivi diversi, sia puramente orientalistici che collegati alle Scienze Politiche, Economiche e Sociali e/o di progettazione di comunità virtuali (metavillaggi).

    Piace a 1 persona

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