Venezuela: il blocco economico frena l’arrivo dei vaccini

Il criminale blocco economico imposto dagli Stati Uniti contro il Venezuela sta impedendo al paese sudamericano di rifornirsi dei vaccini necessari per combattere la pandemia. Intanto, Caracas ha annunciato che il farmaco venezuelano Carvativir si è rivelato efficace contro il Covid-19.

Con circa 127.000 casi positivi e appena 1.202 decessi, il Venezuela continua a distinguersi rispetto agli altri paesi sudamericani nella lotta contro il Covid-19. La Repubblica Bolivariana vanta infatti numeri lusinghieri rispetto ai suoi vicini, risultando il paese con il minor numero di morti rispetto alla popolazione (42 per milione di abitanti), circa trenta volte meno del Perù, che con 1.244 morti per milione di abitanti guida questa triste classifica davanti a Colombia, Argentina, Brasile e Cile.

I risultati ottenuti dal governo di Nicolás Maduro sono ancora più rilevanti se si prende in considerazione la guerra multidimensionale che gli Stati Uniti continuano a portare avanti contro il Venezuela, in particolare attraverso il criminale blocco economico che impedisce al paese sudamericano di rifornirsi dei medicinali e delle apparecchiature necessarie per rispondere all’emergenza pandemica.

Al momento, in particolare, le autorità di Caracas sono impossibilitate ad effettuare i pagamenti necessari per rifornirsi delle dosi del vaccino AstraZeneca che spettano al paese secondo il meccanismo Covax. Il blocco imposto unilateralmente dagli Stati Uniti ha portato infatti al congelamento di praticamente tutti i conti venezuelani all’estero, nonché all’interruzione dei rapporti finanziari tra il Venezuela e gli istituti bancari stranieri, il che rende quasi impossibile effettuare pagamenti internazionali.

Nonostante tutto, il presidente Nicolás Maduro ha dichiarato che il suo paese prevede di iniziare la vaccinazione di massa della sua popolazione ad aprile, grazie all’arrivo delle dosi dei vaccini provenienti da Russia, Cina e Cuba. “La rivoluzione ha costruito in tutti questi anni un sistema di sanità pubblica che ha permesso di combattere il Covid-19. Oggi vi è un sistema unico, pubblico e gratuito per il popolo del Venezuela“, ha dichiarato Maduro in occasione delle celebrazioni per il ventiduesimo anniversario della Rivoluzione Bolivariana.

Abbiamo dimostrato che il metodo sette più sette che combina prevenzione sociale, medicina popolare primaria e trattamenti efficaci, è il metodo corretto da applicare in modo che i popoli possano sconfiggere e affrontare questa pandemia“, ha aggiunto il presidente, riferendosi al sistema di controllo del Covid-19 applicato dal Venezuela, che prevede l’alternanza fra una settimana di chiusura e una di apertura.

Secondo Maduro, a causa delle sanzioni illegali di Washington il paese ha perso quasi il 99% delle sue entrate: “Tra il 2014 e il 2017, la produzione di PDVSA è diminuita del 69 per cento a causa di sanzioni e blocchi criminali. Abbiamo passato tredici mesi senza vendere una sola goccia di petrolio al mondo. Ma siamo stati comunque in grado di mantenere gli investimenti sociali“, ha affermato.

Anche la vicepresidente Delcy Rodríguez, intervenendo all’Assemblea Nazionale di Caracas, ha sottolineato gli importanti risultati raggiunti dal Venezuela nel combattere la pandemia: “Il mondo si chiede come siamo riusciti sopravvivere facendo fronte alle aggressioni e alle azioni più crudeli contro il nostro paese“, ha affermato la numero due della Repubblica Bolivariana. Il vicepresidente ha anche sottolineato che uno dei risultati della gestione del governo nel corso del 2020 è stata “un’assistenza completa alla popolazione di fronte alla peggiore pandemia nella storia dell’umanità e alla peggiore aggressione economica contro il nostro Paese“.

Nonostante tutto, dunque, il Venezuela ha dimostrato di avere i mezzi necessari per arginare la pandemia, raggiungendo risultati scientifici importanti come quello della produzione di un farmaco antivirale efficace contro il Covid-19. Il 26 gennaio, lo stesso presidente Maduro ha annunciato l’inizio della produzione del farmaco venezuelano per il trattamento del coronavirus, denominato Carvativir: “A partire da questa settimana inizia la massiccia produzione di questo potente antivirale che è disponibile per tutta l’America Latina, i Caraibi e il mondo“, ha affermato. “Oggi posso dire che, dopo tutti i test clinici, tutti i test biologici in laboratorio, la partecipazione di tutti gli istituti scientifici del Venezuela e di altri paesi, è dimostrato che Carvativir è un potente antivirale complementare per la guarigione e la cura del Covid-19“, ha aggiunto Maduro.

Tuttavia, ragioni ideologiche hanno impedito alla notizia proveniente dal Venezuela di propagarsi nel mondo. “Giorni fa la piattaforma Tik Tok ha censurato un video in cui parlavo di Carvativir. L’antivirale è censurato perché porta vita, salute ed è l’invidia delle multinazionali globali“, ha denunciato Maduro nella giornata di domenica. Il capo dello stato ha poi esortato il mondo a non ideologizzare i contributi scientifici dei popoli: “Quando gli Stati Uniti realizzano il vaccino nessuno lo mette in dubbio, ma se è il Venezuela a dare un contributo, allora vengono fuori i maligni. Sapete a chi mi riferisco, a coloro che sono mossi dall’odio“, ha concluso.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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