Vietnam e Cina collaborano contro la pandemia e per la risoluzione delle dispute

Le relazioni bilaterali tra Vietnam e Cina si stanno focalizzando su due argomenti: la lotta congiunta contro il Covid-19 e la risoluzione delle dispute territoriali.

La Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica Socialista del Vietnam sono i due Paesi socialisti più popolosi del mondo e, oltre al comune orientamento politico, condividono anche un’importante eredità culturale derivante dai circa mille anni di dominio cinese sul territorio dell’odierno Vietnam. Questo particolare rapporto tra i due paesi ha contribuito a creare nel corso dei secoli una relazione di amore e odio, ben precedente rispetto alle rispettive rivoluzioni che portarono Cina e Vietnam sulla via del socialismo.

Il Vietnam e la Cina, come noto, sono soprattutto al centro di una disputa territoriale su due arcipelaghi del Mar Cinese meridionale – secondo la denominazione cinese – o Mare Orientale – secondo quella vietnamita. Le pretese cinesi sulle isole Spratly e Paracelso, anche questa precedente rispetto all’affermazione dei governi socialisti, ha contribuito a raffreddare una relazione che dal punto di vista politico-ideologico avrebbe invece potuto produrre ottimi risultati.

Nonostante tutto, Cina e Vietnam sono partner commerciali di grande importanza e collaborano in numerosi campi. Non sorprende, dunque, che lo scorso 4 giugno il ministero della Sanità vietnamita abbia deciso di approvare il vaccino cinese Sinopharm, prodotto dall’Istituto di prodotto biologici di Pechino. Il prodotto è stato attentamente analizzato dall’Istituto nazionale di igiene ed epidemiologia, e successivamente l’approvazione del vaccino è stata firmata dal viceministro della Sanità, Trương Quốc Cường.

In questo modo, il vaccino Sinopharm è diventato il terzo vaccino straniero a essere approvato dalle autorità vietnamite, dopo quello russo Sputnik V e quello anglo-svedese prodotto da AstraZeneca, che il Vietnam riceve per mezzo del programma Covax promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Proprio grazie al programma Covax, il Vietnam ha vaccinato fino ad ora oltre 1,2 milioni di persone, ma ha come obiettivo quello di vaccinare il 70% della popolazione con circa 150 milioni di dosi. Nel frattempo, proseguono le sperimentazioni sui quattro vaccini di produzione vietnamita.

In seguito a questa decisione, il primo ministro vietnamita Phạm Minh Chính ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo cinese, Li Keqiang. I due hanno discusso i mezzi per promuovere i legami bilaterali, in particolare socio-economici, e il modo di collaborare nell’implementazione della strategia vaccinale. Oltre all’ottenimento dei vaccini, il rappresentante del governo di Hà Nội ha fatto riferimento trasferimento di tecnologia per produrre i vaccini direttamente sul territorio nazionale. 

Nel corso della conversazione, Chinh ha affermato che preservare e sviluppare la tradizionale amicizia e la cooperazione strategica globale tra Vietnam e Cina è sempre una priorità assoluta e il fulcro della politica estera del Vietnam, secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale del ministero deglI Esteri. Dal canto suo, Li ha promesso cooperazione e sostegno al Vietnam nella lotta al Covid-19, ed ha affermato che la Cina attribuisce grande importanza alle relazioni con il Vietnam ed è disposta ad approfondire ulteriormente le relazioni amichevoli di vicinato tra i due Paesi per portare benefici pratici ai rispettivi popoli. 

Il 7 giugno, il Vietnam e la Cina hanno discusso della questione del mar Cinese meridionale in occasione del 19° vertice ASEAN-Cina, organizzato nella città cinese di Chongqing. Il Vietnam era rappresentato dal viceministro degli Esteri, Nguyễn Quốc Dũng, il quale ha affermato che “mantenere la pace, la stabilità e la sicurezza nel Mare Orientale, noto a livello internazionale come il Mar Cinese meridionale, è l’interesse comune dell’ASEAN e della Cina”, ma ha anche denunciato “azioni unilaterali che violano i diritti e gli interessi legali dei paesi che si affacciano sul mare Orientale”, facendo riferimento alle operazioni portate avanti dalla Cina nelle acque in questione. La Cina, infatti, rivendica il 90% dei 3,5 milioni di chilometri quadrati del mar Cinese meridionale, nonostante una sentenza contraria emessa dalla Corte de L’Aia nel luglio 2016. Il punto di vista del Vietnam è stato sostenuto in particolare dai rappresentanti delle Filippine e della Malesia, che hanno a loro volta denunciato i movimenti della marina militare e dell’aviazione cinesi in quest’area.

Dũng ha invitato tutte le parti ad attuare Dichiarazione sulla condotta delle parti nel Mar Cinese meridionale (SOM-DOC), la Carta delle Nazioni Unite e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, nota come UNCLOS. Inoltre, il Vietnam preme per la prosecuzione dei lavori di negoziazione sulla redazione di un Codice di Condotta (COC) sostanziale ed efficace in conformità con il diritto internazionale.

Al termine del vertice, l’ASEAN e la Cina si sono impegnate a continuare ad attuare seriamente, in buona fede, in modo completo ed efficace il Doc, e hanno concordato di accelerare il processo di negoziazione del COC, sospeso in seguito all’emergere della pandemia di Covid-19. 

L’8 giugno, è stata la volta dell’incontro tra i due ministri degli Esteri, Bùi Thanh Sơn per il Vietnam e Wang Yi per la Cina. Sơn ha ribadito il punto di vista espresso il giorno prima dal suo vice, chiedendo “una soluzione di base e a lungo termine” alla questione del mare Orientale. Le due parti hanno concordato di mantenere la pace e la stabilità e di coordinarsi con gli altri membri dell’ASEAN per la redazione del Coc. Hanno inoltre convenuto di favorire le relazioni bilaterali rafforzando gli scambi a tutti i livelli, cooperando nella lotta contro il Covid-19 e coordinandosi nei forum multilaterali, in particolare l’Onu.

Wang ha affermato che la Cina desidera lavorare con il Vietnam per rafforzare gli scambi strategici e la fiducia politica, approfondire la cooperazione reciprocamente vantaggiosa e promuovere le relazioni bilaterali per garantire che continuino a svilupparsi in modo sano. Ha promesso il sostegno della Cina al Vietnam nella prevenzione delle malattie, compresa la ricerca e la produzione di vaccini, e ha espresso la volontà di aumentare le importazioni di merci vietnamite. Sơn aveva precedentemente chiesto la creazione, da parte del governo di Pechino, di condizioni favorevoli per l’esportazione di beni agricoli in Cina.

Articolo pubblicato su www.lacittafutura.it

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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