I veri terroristi sono a Washington, non a Mosca

Gli Stati Uniti hanno minacciato di inserire la Russia nella lista di Stati “sponsor del terrorismo”. L’ennesima farsa dettata dalle manie di grandezza degli imperialisti di Washington, che sono invece i massimi terroristi mondiali.

L’amministrazione statunitense sta esaminando la possibilità di includere la Russia nell’elenco degli Stati Uniti degli Stati sponsor del terrorismo”, ha spiegato ieri ai giornalisti la segretaria stampa della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre. Una dichiarazione che fa seguito alle continue richieste del governo di Kiev di inserire Mosca in questo elenco infamante.

Ma cos’è esattamente la lista degli Stati “sponsor del terrorismo”? Si tratta di un elenco stilato dal Dipartimento di Stato degli USA senza nessuna valenza giuridica, visto che a determinarlo sono unicamente i mal di pancia degli imperialisti di Washington. Al momento, infatti, l’elenco ufficiale contiene solamente quattro Paesi, i “nemici giurati” degli Stati Uniti: Cuba, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Iran e Siria.

Secondo la versione ufficiale del Dipartimento di Stato, la designazione di “Stato sponsor del terrorismo” viene applicata a Paesi che avrebbero “fornito ripetutamente sostegno ad atti di terrorismo internazionale“. Se dovessimo applicare questa definizione alla lettera, non c’è dubbio che gli stessi USA dovrebbero comparire in cima all’elenco, visto che dal secondo dopoguerra ad oggi sono indubbiamente il Paese che ha sponsorizzato il maggior numero di attacchi terroristici, attacchi militari e colpi di Stato nel mondo. A ruota, dovrebbero figurare alcuni dei principali alleati di Washington, come Israele, Arabia Saudita e la stessa Ucraina. Al contrario, i Paesi facenti parte dell’elenco ufficiale dovrebbero figurare tra le principali vittime del terrorismo nordamericano.

Come se non bastasse e come anticipato, l’elenco è privo di qualsiasi valore giuridico, visto che è stilato da un’entità di un singolo Paese che, nel migliore dei casi, agisce secondo i propri interessi. Nessun organismo internazionale super partes riconosce la validità della lista del Dipartimento di Stato, che esiste solamente in quanto gli USA si arrogano da decenni il diritto di giudicare l’operato di Paesi terzi, ergendosi a poliziotto del mondo.

Sebbene il segretario di Stato Antony Blinken abbia tentato di calmare le acque, affermando che l’amministrazione di Joe Biden non vede molti effetti pratici da una possibile inclusione della Russia nell’elenco, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Marija Zacharova, non ha esitato a definire “idiota” la proposta lanciata dal senatore repubblicano Lindsay Graham.

La Russia non resterebbe di certo a guardare nel caso in cui la risoluzione di Graham dovesse trovare il sostegno del Dipartimento di Stato. Il partito Russia Giusta – Per la Verità (Справедливая Россия – За правду, СРЗП; Spravedlivaja Rossija – Za pravdu, SRZP), di orientamento socialdemocratico e situato all’opposizione rispetto al governo di Vladimir Putin, ha già presentato alla Duma di Stato un disegno di legge sul riconoscimento dell’Ucraina come Stato terrorista e sulla confisca dei beni degli ucraini a favore della Russia, come affermato dal leader del partito, Sergej Mironov.

I legislatori del nostro partito Russia Giusta – Per la Verità hanno presentato un disegno di legge sul riconoscimento dell’Ucraina come stato terrorista. Per quanto riguarda gli Stati Uniti e tutti gli altri complici del [presidente ucraino Volodymyr] Zelens’kyj, suggeriamo di riconoscerli come Stati sponsor del terrorismo. Le stesse misure dovrebbero essere applicate a tali Paesi sotto il nostro disegno di legge al pari di quelle contro uno Stato terrorista“, ha sottolineato Mironov.

Il disegno di legge prevede anche i motivi per essere riconosciuto come Stato terrorista. “In primo luogo, se [lo Stato] è responsabile dell’organizzazione di esplosioni, incendi dolosi o altre attività volte a intimidire la popolazione e minacciare la vita. In secondo luogo, se infligge ingenti danni alle cose, organizza una formazione armata illegale o un comunità criminale“, ha sottolineato Mironov. Un altro motivo per cui uno Stato può essere riconosciuto come terrorista sarebbe la richiesta di alienazione del territorio o la violazione dell’integrità della Federazione Russa.

Tutte le relazioni diplomatiche dovrebbero essere interrotte con un tale Stato. L’elenco degli Stati sponsor del terrorismo, insieme alle misure adottate contro di loro, dovrebbe essere determinato dal governo russo“, ha aggiunto Mironov.

Anche le autorità cinesi sono intervenute per bocciare la proposta statunitense di inserire la Russia nell’elenco degli Stati che “sponsorizzano il terrorismo”. Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, ha affermato che Washington dovrebbe aiutare a promuovere un dialogo russo-ucraino per la pace invece di lavorare per includere la Russia in tale lista: “Gli Stati Uniti dovrebbero creare condizioni favorevoli per portare avanti i colloqui di pace russo-ucraini. Washington dovrebbe adottare misure per facilitare una soluzione politica alla crisi in Ucraina“, ha spiegato il diplomatico cinese all’agenzia stampa TASS.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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