Vietnam: dimissioni del presidente Nguyễn Xuân Phúc

Il presidente vietnamita Nguyễn Xuân Phúc ha rassegnato le proprie dimissioni prendendosi la responsabilità per le violazioni riguardanti l’emergenza pandemica da parte di alcuni membri del governo. Võ Thị Ánh Xuân diventa la seconda donna a ricoprire la presidenza ad interim del Paese.

Il 17 gennaio, il Comitato Centrale del Partito Comunista del Vietnam ha accettato le dimissioni di Nguyễn Xuân Phúc, che fino ad allora occupava l’incarico di presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, ma anche quelli di membro del Politburo, di deputato dell’Assemblea Nazionale e di presidente del Consiglio per la difesa e la sicurezza nazionale. Eletto alla presidenza nell’aprile del 2021, Phúc avrebbe dovuto mantenere la presidenza almeno fino al 2026.

Nella dichiarazione ufficiale del Partito Comunista, si legge che Nguyễn Xuân Phúc è stato a lungo uno dei leader del Partito e dello Stato, avendo ricoperto numerosi incarichi nella sua lunga carriera politica. Presente in parlamento dal 2007, Phúc era stato nominato primo ministro nel 2016: “In qualità di primo ministro durante il periodo 2016-2021, Phúc ha compiuto grandi sforzi nel guidare, dirigere e amministrare la lotta contro la pandemia di Covid-19 che ha ottenuto risultati importanti”, si legge nel comunicato. “Tuttavia, in qualità di leader, è stato responsabile di aver permesso a diversi funzionari, tra cui due vice primi ministri e tre ministri, di commettere violazioni che hanno causato gravi conseguenze”. I membri del governo coinvolti in queste violazioni hanno già rassegnato le proprie dimissioni, e tre di loro potrebbero affrontare conseguenze penali.

Nonostante non sia personalmente coinvolto nello scandalo, il sessantanovenne presidente dimissionario ha deciso di assumersi le proprie responsabilità e di abbandonare ogni carica pubblica, ritirandosi a vita privata: “Poiché era ben consapevole delle sue responsabilità nei confronti del Partito e del popolo, Phúc ha presentato una richiesta per dimettersi dalle sue posizioni e andare in pensione“, afferma la dichiarazione.

Tra le persone coinvolte, invece, figura Phạm Bình Minh, ex ministro degli Esteri, che al momento delle sue dimissioni occupava l’incarico di vice primo ministro. Gli altri membri del governo colpiti dallo scandalo sono l’altro vice primo ministro Vũ Đức Đam, il ministro della Sanità Nguyen Thanh Long e il ministro della Scienza e della Tecnologia Chu Ngọc Anh, tutti da tempo sollevati dai propri incarichi. In particolare, i personaggi coinvolti sono accusati di aver organizzato un giro d’affari illegale intorno ai voli di rimpatrio organizzati dal governo nel corso della pandemia di Covid-19, per permettere ai cittadini vietnamiti all’estero di tornare nel loro Paese. Nel complesso, il caso ha portato all’arresto di oltre trenta persone.

In seguito alle dimissioni di Phúc, l’Assemblea Nazionale ha tenuto una seduta straordinaria per ratificare la fine del suo mandato presidenziale. La Costituzione della Repubblica Socialista del Vietnam del 2013, infatti, stabilisce che il presidente è il capo dello Stato, che rappresenta il Paese negli affari interni ed esterni. Il presidente è votato dall’Assemblea Nazionale, e quindi deve essere lo stesso organo legislativo ad eseguire le procedure formali per destituire il detentore della massima carica.

Successivamente alla ratifica delle dimissioni di Nguyễn Xuân Phúc, il parlamento di Hà Nội ha nominato la vicepresidente Võ Thị Ánh Xuân come presidente ad interim della Repubblica Socialista. Xuân diviene dunque la seconda donna a ricoprire la massima carica dello Stato vietnamita dopo Đặng Thị Ngọc Thịnh, che nel settembre del 2018 aveva assunto la presidenza ad interim in seguito alla morte del presidente Trần Đại Quang. Thịnh era rimasta in carica solamente due mesi, per permettere all’Assemblea Nazionale di organizzare l’elezione che avrebbe portato alla presidenza Nguyễn Phú Trọng.

La cinquantatreenne Võ Thị Ánh Xuân occupava l’incarico di vicepresidente dall’aprile del 2021, e fa parte del Comitato Centrale del Partito Comunista dal 2017. In precedenza si era distinta nella sua carriera politica all’interno della provincia di An Giang, ricoprendo gli incarichi di vicepresidente provinciale e di vicesegretaria e poi segretaria del Partito Comunista.

Võ Thị Ánh Xuân restera in carica fino a quando l’Assemblea Nazionale non procederà all’elezione del nuovo presidente. Tra i favoriti per la massima carica rientra l’attuale primo ministro Phạm Minh Chính.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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