Repubblica Ceca: le elezioni per il Senato in una fase critica della pandemia

Le elezioni per il rinnovamento di una parte del Senato di Praga si sono tenute proprio nel momento in cui il Paese affronta una recrudescenza della pandemia da Covid-19.

Le elezioni per il Senato della Repubblica Ceca sono storicamente tra le meno frequentate del continente europeo. Questo per via della natura stessa di queste votazioni, che prevedono il rinnovamento di un terzo dell’emiciclo ogni due anni: in pratica, ogni biennio vengono eletti ventisette senatori sugli ottantuno che siedono alla camera alta di Praga.

Anche quest’anno, le elezioni svoltesi il 2-3 ottobre (primo turno) e il 9-10 ottobre (secondo turno) hanno visto una partecipazione ridotta ai minimi, con un’affluenza alle urne rispettivamente del 36.29% e del 16.74%. I risultati hanno premiato la lista centrista dei Sindaci e Indipendenti (Starostové a nezávislí – STAN), che diventa dunque il gruppo più rappresentato al Senato con diciannove membri, uno in più Partito Civico Democratico (Občanská Demokratická Strana – ODS), che pure guadagna tre scranni rispetto al biennio precedente.

I principali sconfitti di questa tornata elettorale sono l’Unione Cristiana e Democratica – Partito Popolare Cecoslovacco (Křesťanská a demokratická unie – Československá strana lidová – KDU-ČSL), che passa da quattordici a dodici senatori, e soprattutto il Partito Social Democratico Ceco (Česká Strana Sociálně Demokratická – ČSSD), che non riesce a confermare nessuno dei dieci seggi messi in gioco, restando presente al Senato con soli tre esponenti.

Perde un senatore anche il partito del primo ministro Andrej Babiš, l’Azione dei Cittadini Insoddisfatti (Akce Nespokojených Občanů), meglio noto come ANO 2011, che mantiene cinque rappresentanti, mentre passa da tre a cinque senatori la lista Tradizione Responsabilità Prosperità 09 (Tradice Odpovědnost Prosperita 09, abbreviato in TOP 09).

Nonostante la scarsa importanza attribuita alle elezioni per il Senato in Repubblica Ceca e la bassissima affluenza alle urne, molti osservatori hanno considerato questo risultato come una vittoria dell’opposizione. In effetti, dei ventisette seggi in palio, ben ventisei sono andati ai partiti di opposizione, mentre uno solo è stato confermato da ANO 2011, che guida l’attuale esecutivo di minoranza in coalizione con i socialdemocratici. Inoltre, il Partito Comunista di Boemia e Moravia (Komunistická strana Čech a Moravy – KSČM), che sostiene il governo alla Camera dei Deputati, non ha eletto nessun senatore. Ad ogni modo, la maggiore importanza della camera bassa nel processo legislativo ceco ridimensiona ampiamente l’importanza di questa sconfitta per il governo Babiš, che comunque sente suonare un campanello d’allarme in vista delle prossime scadenze elettorali.

Le elezioni ceche si sono svolte con l’obbligo di indossare la mascherina ed altre misure per far fronte all’emergenza sanitaria. Sono stati allestiti anche seggi temporanei in veicoli appositi per permettere alle persone in quarantena di votare in sicurezza. Proprio nel week-end del secondo turno elettorale, la Repubblica Ceca ha vissuto un incremento dei casi positivi nel Paese, facendo salire nuovamente la tensione dopo una prima ondata controllata discretamente bene dal governo di Praga.

Il governo ceco ha cominciato a parlare di un possibile lockdown dopo il record registrato nella giornata di venerdì, con 8.617 positivi, mentre al momento il computo totale dei casi ha superato i 117.000 su una popolazione di 10.7 milioni di persone, mentre resta piuttosto contenuto il numero di decessi, ancora inferiore ai mille. La Repubblica Ceca aveva saputo contenere il numero di casi nella prima parte della pandemia, venendo considerato come uno dei migliori Paesi europei da questo punto di vista, ma i casi hanno cominciato ad aumentare vertiginosamente da settembre (a fine agosto erano appena 24.000). Anche il numero di morti ha subito un incremento negli ultimi giorni, toccando il record di 43 nella giornata di sabato.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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