La nuova Cina di Xi Jinping alla guida dell’economia mondiale

La Repubblica Popolare Cinese può oramai svolgere un ruolo di leadership mondiale in numerosi campi: dallo sviluppo economico al progresso tecnologico, dal settore sanitario alla lotta contro il cambiamento climatico.

La crisi sanitaria ed economica dovuta al Covid-19 non ha fatto altro che accelerare un processo già in atto da diverso tempo, ovvero il declino degli Stati Uniti e degli altri Paesi a capitalismo avanzato e l’emergere della Repubblica Popolare Cinese come nuovo leader dell’economia mondiale. Il Paese di Xi Jinping ha tutte le carte in regola per diventare il faro guida del ventunesimo millennio, sotto l’impulso del quattordicesimo piano quinquennale, previsto per il periodo 2021-2020, e degli obiettivi economici a lungo termine fissati per la scadenza del 2035.

Già nel corso del tredicesimo piano quinquennale, che oramai volge al termine, la Cina ha accelerato l’istituzione di un nuovo sistema industriale moderno caratterizzato da una grande capacità di innovazione, eccellenza nella qualità del prodotto e del servizio, coordinamento sinergico e rispetto dell’ambiente. Secondo quanto riportato dalla stampa cinese, tra il 2016 ed il 2019 il valore aggiunto della produzione industriale cinese è aumentato da 24,54 trilioni di yuan a 31,71 trilioni di yuan, registrando una crescita media annua del 5,9%, a fronte di una media mondiale del 2,9%. Nel 2019, il valore aggiunto della produzione industriale cinese si è confermata come la prima del mondo per il decimo anno consecutivo, rappresentando da sola il 28.1% del valore aggiunto della produzione industriale di tutto il pianeta.

La Cina è attualmente leader mondiale nella tecnologia 5G, motivo per il quale questa è strumentalmente attaccata da numerosi gruppi politici e mezzi di comunicazione occidentali. La Repubblica Popolare ha dimostrato di aver superato tanto gli Stati Uniti quanto l’Europa in questo settore tecnologico che rappresenta il futuro, che, secondo i dati del Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione di Pechino permetterà migliorare l’efficienza di produzione del 44,9%, ridurre l’utilizzo di energia del 19,8%, tagliare i costi operativi del 25,2%, accorciare del 35% del ciclo di sviluppo del prodotto e ridurre il tasso di difetti dei prodotti del 35,5%. Lo sviluppo della tecnologia 5G, unitamente agli avanzamenti in altri settori, hanno permesso alla Cina di passare dal 29° al 14° posto nel Global Innovation Index, che valuta i Paesi più innovativi del pianeta, superando Paesi come Giappone e Francia.

L’avanzamento tecnologico cinese è dimostrato anche dalla missione spaziale Chang’e 5, che proprio in questi giorni ha fatto della Cina il terzo Paese nella storia ad essere in grado di prelevare campioni del suolo lunare, dopo l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Secondo l’attuale programma spaziale, Pechino dovrebbe essere in grado di inviare propri astronauti sulla Luna entro il 2030, mentre nel 2022 dovrebbe nascere la prima stazione spaziale cinese. Ricordiamo che già nel 2019 la sonda Chang’e 4 era stata la prima in assoluto ad atterrare sul “lato oscuro” della Luna.

Quest’anno, la Repubblica Popolare Cinese ha anche potuto annunciare lo sradicamento della povertà assoluta in tutte le aree del Paese, un risultato che dovrebbe essere considerato come esemplare da tutti gli altri Paesi della comunità internazionale. Il governo di Pechino ha dato luogo a numerosi programmi per migliorare le condizioni materiali di vita delle persone che abitano le aree più remote di quell’immenso Paese. Uno di questi, ha permesso la vendita di prodotti agricoli provenienti da tali regioni nelle città, anche attraverso l’organizzazione di fiere e di altri eventi specifici, come quella recentemente tenutasi a Bozhou, nella provincia di Anhui: alla fiera sono stati esposti quasi 100 tipi di prodotti agricoli provenienti da regioni impoverite, generando entrate per oltre 13,5 milioni di yuan (2,07 milioni di dollari).

La tecnologia Internet giocherà un ruolo enorme nell’incrementare il consumo di prodotti provenienti dalle aree povere. Oltre a espandere ulteriormente i canali di vendita online, offrirà anche più servizi“, ha affermato Wang Jiahua, presidente del programma denominato “Partecipazione sociale alla riduzione della povertà e allo sviluppo della Cina”. Secondo le statistiche ufficiali, al 31 ottobre, un totale di 136.130 prodotti provenienti da 1.836 contee e 39.523 fornito avevano generato entrate per oltre 227,6 miliardi di yuan.

La pandemia da Covid-19 ha dimostrato poi come la Cina sia in grado di giocare un ruolo di leadership anche nel settore sanitario. Il Paese sta continuando il proprio percorso con l’obiettivo di rendere il sistema sanitario nazionale completamente gratuito ed universale. All’inizio di novembre, il governo ha lanciato la prima fase del programma di approvvigionamento centralizzato per i materiali di consumo medici di alto valore, ha permesso una drastica riduzione dei prezzi in questo settore, e contribuendo di conseguenza a garantire l’accesso alle cure mediche anche ai cittadini meno abbienti.

Come accennato, la Cina si sta proponendo come leader anche nella lotta al cambiamento climatico causato dall’azione dell’uomo. La scorsa settimana, il presidente Xi Jinping ha annunciato nuovi impegni che il Paese si è impegnato a rispettare entro il 2030 per contribuire maggiormente ad affrontare la sfida climatica globale. Al Climate Ambition Summit, il capo di Stato ha detto che la Cina ridurrà le sue emissioni di anidride carbonica per unità di PIL di oltre il 65% rispetto al livello del 2005, aumenterà la quota di combustibili non fossili nel consumo di energia primaria a circa il 25%, aumenterà il volume delle scorte forestali di 6 miliardi di metri cubi rispetto al livello del 2005, e porterà la propria capacità di energia eolica e solare a oltre 1,2 miliardi di kilowatt.

Faremo passi concreti per attuare gli obiettivi appena annunciati e contribuiremo ancora di più ad affrontare la sfida climatica globale“, ha detto Xi al vertice virtuale convocato dai rappresentanti di Regno Unito e Francia, a cui hanno partecipato dozzine di leader di Paesi sviluppati e in via di sviluppo, nonché organizzazioni internazionali, rappresentanti delle ONG e degli imprenditori. Xi Jinping ha poi aggiunto che la Cina, guidata dalla nuova filosofia di sviluppo, promuoverà uno sviluppo economico e sociale più verde sotto tutti gli aspetti, perseguendo uno sviluppo di alta qualità.

Solo sostenendo il multilateralismo, l’unità e la cooperazione possiamo fornire vantaggi condivisi e risultati vantaggiosi per tutte le nazioni“, ha affermato ancora il presidente cinese, sottolineando che “la Cina accoglie con favore il sostegno di tutti i Paesi all’accordo di Parigi e il loro maggiore contributo alla lotta al cambiamento climatico“. Xi Jinping ha anche invitato i Paesi sviluppati a sostenere maggiormente quelli in via di sviluppo per lo sviluppo di tecnologie verdi e la riduzione di emissioni dannose per l’ambiente.

Il 2021, con il lancio del quattordicesimo piano quinquennale, si annuncia come l’anno che sancirà in maniera inoppugnabile il primato cinese in numerosi settori, mentre i Paesi che si affidano ancora ai dogmi del neoliberismo, salvo un repentino quanto improbabile cambiamento di rotta, saranno destinati a piombare in una crisi sempre più profonda.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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