Francia: Emmanuel Macron “salvato” dal Covid-19

La popolarità del presidente francese era in netto calo prima dell’inizio della pandemia, ma Macron ha beneficiato dell’effetto Covid-19, che avvantaggia coloro che si trovano al potere.

Il bilancio politico di Emmanuel Macron per l’anno 2020 non è stato affatto positivo: il presidente francese ha infatti dovuto fare i conti con le elezioni locali, che hanno bocciato quasi ovunque i suoi candidati, ed anche in occasione delle elezioni suppletive per l’Assemblea Nazionale il partito di governo, La République en marche (LREM), ha perso terreno.

Le elezioni municipali erano previste a marzo, quando la pandemia da Covid-19 in Europa, seppur già intensa, era ancora agli inizi. Nonostante i pareri favorevoli ad un rinvio, il 15 marzo si è tenuto regolarmente il primo turno delle stesse, prima che il secondo fosse rinviato a giugno. Per Macron e LREM, questa tornata elettorale ha rappresentato una sconfitta su tutta la linea, con un’unica vittoria nei comuni di più di 100.000 abitanti, quella del primo ministro Édouard Philippe nella sua Le Havre.

LREM era chiamata a difendere le città di Besançon e Lione, che amministrava rispettivamente con Jean-Louis Fousseret e Gérard Collomb (in realtà eletti come candidati del Parti Socialiste e poi passati a LREM successivamente). In entrambe le occasioni si sono invece imposti candidati del centro-sinistra, in particolare provenienti dalla lista emergente di queste elezioni, Europe Écologie Les Verts (EELV).

I candidati macronisti spesso non hanno centrato neppure il ballottaggio, dimostrando come il Paese avesse completamente perso fiducia in quel vento di cambiamento promesso da Macron al momento della sua elezione alla presidenza. Con Philippe fuori gioco in seguito alla sua elezione a Le Havre, il capo di Stato ha ben pensato di dare vita ad un nuovo governo più marcatamente orientato a destra, affidandone le redini a Jean Castex, ex uomo di Nicolas Sarkozy.

Tra il 20 ed il 27 settembre, il governo è stato messo nuovamente alla prova con una serie di elezioni suppletive per l’Assemblea Nazionale, la camera bassa del parlamento bicamerale di Parigi. Anche in questo caso, LREM ha visto la propria rappresentanza ridotta, perdendo un seggio. Si tratta dello scranno precedentemente occupato da Nadia Hay (11ma circoscrizione Yvelines), sostituita dal candidato di centro-destra Philippe Benassaya, mentre il macronista Pierre Luce non ha raggiunto neppure il ballottaggio.

Al contario, nelle altre circoscrizioni tutti i partiti interessati hanno mantenuto il proprio seggio: il Parti Socialiste (PS) ha conservato la 5a circoscrizione della Seine-Maritime e la 9a del Val-de-Marne, le liste di sinistra – compreso il Parti communiste réunionnais – hanno mantenuto il seggio della 2a circoscrizione dell’isola della Réunion, e Les Républicains (LR) si sono confermati al primo posto nella 1a circoscrizione dell’Haut-Rhin e nella 3a del Maine-et-Loire.

LREM rischia invece di perdere anche un altro seggio, quello della 6a circoscrizione del Pas-de-Calais, le cui elezioni suppletive, previste per il mese di novembre, sono state rimandate al 2021. Nel 2021, pandemia permettendo, dovrebbero svolgersi anche le elezioni suppletive della 5a circoscrizione del Gard, altro seggio appartenente a LREM, e della 15ma circoscrizione di Parigi, dove invece lo scranno apparteneva al socialista George Pau-Langevin.

Di fatto, questi dati ci mostrano come Macron ed il suo partito stiano continuamente perdendo terreno agli occhi degli elettori francesi. A rallentarne la discesa è stata proprio la pandemia da Covid-19, che, come sappiamo, ovunque ha avvantaggiato coloro che già si trovavano al governo. Ciò si è verificato anche per Macron, nonostante la gestione assai discutibile dell’emergenza da parte del governo francese. In effetti, dopo aver raggiunto il minimo di popolarità nel febbraio del 2020, toccando addirittura il 24% secondo i dati di Kantar-TNS, le percentuali sono diventate più miti per l’inquilino dell’Eliseo, giunto al 47% di consensi nel mese di aprile. In seguito, il dato è tornato a scendere fino al 29% di ottobre, per poi risalire a novembre (40%) ed assestarsi a dicembre (38%).

Le prossime elezioni presidenziali francesi avranno luogo nel 2022, ed al momento le prospettive non sembrano essere delle più rosee. Da un lato, Macron godrà degli innegabili vantaggi che sempre spettano a colui che si presenta come presidente in carica; dall’altro, l’alternativa più probabile a Macron sembra al momento essere Marine Le Pen, che ha già fatto sapere che sarà la candidata del Rassemblement national (RN).

Restano ancora da determinare i nomi dei candidati dei due partiti tradizionali della politica francese, il Parti Socialiste e Les Républicains. Per i socialisti, il nome di cui si parla maggiormente è attualmente quello del sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, che proprio quest’anno ha ottenuto un nuovo mandato alla guida della capitale. A destra, invece, i repubblicani potrebbero puntare su Xavier Bertrand, che ha ricoperto diversi incarichi ministeriali nel corso delle presidenze di Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy. Proprio quest’ultimo ha recentemente ufficializzato che non tenterà una nuova scalata all’Eliseo, dopo che il suo nome era stato proposto negli ambienti interni a LR.

Quello che è certo è che essere presidente della Repubblica Francese nel terzo millennio non rappresenta affatto un compito facile. Se, in precedenza, sia François Mitterrand che Jacques Chirac avevano ottenuto due mandati consecutivi, gli ultimi due presidenti, Nicolas Sarkozy e François Hollande, hanno miseramente fallito l’obiettivo, con il secondo che ha addirittura rinunciato a ricandidarsi in quanto certo di andare incontro ad una cocente sconfitta.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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