Ondata verde sulla Francia

Se Anne Hidalgo ha ottenuto una prevedibile conferma a Parigi, i veri vincitori delle elezioni municipali sono gli ecologisti, mentre i comunisti hanno ottenuto risultati incoraggianti in alcune città. E il nuovo sindaco verde di Lione attacca subito la TAV.

Dopo il contestato svolgimento del primo turno del 15 marzo, le elezioni municipali francesi sono state rinviate fino al 28 giugno a causa della pandemia da nuovo coronavirus, tranne in Guyana Francese, dove la data non è ancora stata decisa a causa del persistere dell’epidemia in America meridionale. La difficile situazione sanitaria ha fatto segnare un dato record per l’astensione, che ha raggiunto il 59%.

Come prevedibile, nella capitale Parigi i cittadini hanno confermato con margine Anne Hidalgo nel ruolo di sindaco. La candidata del Parti Socialiste (PS) ha incassato il sostegno della lista ecologista di David Belliard, Europe Écologie Les Verts (EELV), ottenendo il 48.49% delle preferenze. La candidata del centro-destra, Rachida Dati, considerata come la principale avversaria di Hidalgo, si è fermata al 34.31%. Per Hidalgo si tratta di una vittoria importante soprattutto in vista dello svolgimento delle Olimpiadi di Parigi 2024, fortemente sostenute dalla prima cittadina della Ville Lumière.

Restando tra le fila dei socialisti, l’ex segretaria del partito e già ministro del lavoro (1997-2000) Martine Aubry ha a sua volta ottenuto la riconferma a Lille, dove però è stata fortemente insidiata dal candidato ecologista Stéphane Baly. Alla fine, Aubry si è imposta per poco più di duecento voti, con il 40% delle preferenze contro il 39.42% di Baly, con la principale città nordista che si conferma decisamente favorevole ai partiti di centro-sinistra.

Se a Parigi hanno appoggiato Hidalgo in un secondo momento e a Lille hanno sfiorato la vittoria contro la grande favorita Aubry, i verdi francesi possono essere considerati come i veri vincitori di queste elezioni municipali su scala nazionale. Tra le principali città, gli ecologisti controllavano unicamente Grenoble, dove Éric Piolle è stato rieletto con il 53.13% dei consensi, più del doppio rispetto a qualunque altro candidato. I verdi hanno invece conquistato per la prima volta Bordeaux, con Pierre Hurmic, che ha battuto per soli due punti percentuali il sindaco uscente, Nicolas Florian, spodestando il centro-destra dopo 73 anni.

Un’altra vittoria di grande rilievo per i verdi è giunta a Lione, dove Grégory Doucet ha ottenuto la maggioranza assoluta dei consensi, sbaragliando il candidato del partito di Emmanuel Macron, La République En Marche (LREM), l’ex campione di ginnastica artistica Yann Cucherat. Una volta ottenuta la vittoria, il neoeletto sindaco ha subito preso la parola bocciando il progetto della TAV che dovrebbe collegare la città francese a Torino: “Fra le nostre città esiste già un’infrastruttura ferroviaria, che è sufficiente, se valorizzata, ed è su quella che dovremmo puntare. La Francia ha investito poco sul trasporto merci su rotaia e ora vogliono farci credere che con la TAV rilanceremo l’attività. Assurdo”, ha dichiarato il quarantaseienne Doucet. “Se valorizzata, la linea che già corre fra Lione e Torino è sufficiente per i treni che vi devono circolare. Non bisogna insistere su un progetto sbagliato. È la scelta peggiore. Bisogna fermare la TAV”, ha concluso.

Tra le altre città travolte dall’ondata verde troviamo anche Strasburgo, con la vittoria di Jeanne Barseghian, e Annecy, dove François Astorg ha ribaltato il verdetto del primo turno, imponendosi con solamente ventisette schede di vantaggio sul sindaco uscente Jean-Luc Rigaut, dell’Union des Démocrates et Indépendants (UDI). Gli ambientalisti hanno conquistato anche diverse città di medie dimensioni, come Besançon (Anne Vignot), Tours (Emmanuel Denis) e Poitiers, dove la candidata di ecologisti e comunisti, Léonore Moncond’huy, ha sconfitto il sindaco socialista uscente Alain Claeys.

I verdi sono risultati determinanti anche a Marsiglia, dove Michèle Rubirola, sostenuta da PS, EELV e Parti Communiste Français (PCF) ha vinto con il 38.28% delle preferenze, battendo di oltre dieci punti percentuali la candidata di Les Républicains (LR), Martine Vassal, e conquistando così la seconda città del Paese, storicamente schierata a destra. I tre partiti di centro-sinistra – socialisti, ecologisti e comunisti – hanno visto la propria alleanza dare ottimi frutti anche a Montpellier, dove Michaël Delafosse ha ribaltato il verdetto del primo turno ai danni del sindaco uscente Philippe Saurel, indipendente di sinistra, mentre la coalizione composta da PS ed EELV ha mantenuto Le Mans con Stéphane Le Foll.

Come già in occasione del primo turno, il grande sconfitto di questa tornata elettorale resta il presidente Emmanuel Macron, che ha visto il suo partito accumulare sconfitte in tutto il Paese. Ad esclusione di Cucherat, giunto secondo a Lione, i candidati di LREM sono rimasti lontani dalla lotta per eleggere i sindaci nelle principali città, eleggendo anche un numero di consiglieri ben al di sotto delle attese. Il partito di governo si consola unicamente con la vittoria di Le Havre, dove per conquistare il successo ha dovuto schierare addirittura il primo ministro Édouard Philippe. Il porto bretone ha visto anche l’ottimo risultato di Jean-Paul Le Coq, candidato del PCF e de La France Insoumise (LFI), che ha chiuso in seconda posizione con il 41.16% delle preferenze.

Male anche Les Républicains: il partito tradizionale del centro-destra francese, come abbiamo ricordato, ha perso alcune delle sue roccaforti più importanti, come Marsiglia e Bordeaux. A Perpignan, altra città storicamente schierata a destra, il sindaco di LR, Jean-Marc Pujol, è stato battuto da Louis Aliot, in una delle poche vittorie ottenute dal Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen. A Nancy, invece, il sindaco uscente Laurent Hénart, sostenuto da repubblicani e macronisti, ha subito una dura sconfitta contro il socialista Mathieu Klein, per il quale si sono schierati anche PCF ed EELV.

Tuttavia, le liste di LR hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelle di LREM su scala nazionale, giungendo in seconda posizione in diverse città di primo piano, compresa la capitale, e mantenendo alcuni centri importanti come Nizza, con la conferma di Christian Estrosi, Tolosa (Jean-Luc Moudenc) e Limoges (Émile Roger Lombertie).

I repubblicani, poi, si erano già assicurati diverse città al primo turno, con Christophe Béchu, confermato sindaco di Angers (57.82%), Georges Morthon ad ArgenteuilPierre-Christophe Baguet Boulogne-BillancourtJoël Bruneau a Caen e Hubert Falco a Toulon, tutti candidati di centro-destra al loro secondo mandato. La coalizione di centro-sinistra aveva ottenuto invece la conferma con il comunista Patrice Bessac a Montreuil.

In generale, i risultati delle elezioni politiche francesi ci restituiscono un Paese che torna a spostarsi a sinistra, con l’esplosione di EELV, la rinascita dei socialisti dopo le sconfitte delle ultime tornate elettorali ed i comunisti che tornano a giocare un ruolo importante per decidere l’esito delle elezioni, ottenendo spesso risultati migliori de LFI di Jean-Luc Mélenchon. In caduta libera, invece, il partito del presidente Emmanuel Macron, LREM. A destra, tengono discretamente i repubblicani, mentre i nazionalisti del RN, nonostante la conquista di Perpignan, sono in calo su scala nazionale.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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