Xi Jinping vuole trasformare la Cina nella massima potenza sportiva

Lo sport è stato uno dei temi affrontati al 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, evento tenutosi il mese scorso che ha determinato le linee guida della politica cinese per i prossimi anni.

Da ormai diversi anni, la Cina rappresenta una delle massime potenze sportive a livello planetario. Dopo una costante ascesa, la vittoria del medagliere alle Olimpiadi di Pechino 2008 ha proiettato la Cina in una nuova dimensione sportiva, rendendola l’unica superpotenza in grado di rivaleggiare con gli Stati Uniti per il vertice dello sport mondiale, strappando questo ruolo alla Russia.

Gli ultimi due anni hanno confermato la prosecuzione dell’ascesa cinese in tutte le discipline. Alle Olimpiadi di Tokyo, la Cina ha vinto 38 medaglie d’oro, 32 d’argento e 18 di bronzo, la sua seconda migliore prestazione in un’edizione olimpica disputata all’estero. In quell’occasione, la Cina ha guidato il medagliere per quasi tutta la rassegna, venendo scavalcata dagli USA solamente grazie alle finali degli sport di squadra in programma negli ultimi due giorni. Quest’anno, alle Olimpiadi invernali di Pechino, la nazione ospitante ha ottenuto nove ori e quindici medaglie complessive, terminando terza nel medagliere, un risultato storico per il Dragone nelle discipline della neve e del ghiaccio.

In Cina, lo sport viene considerato come un modo per affermare il ruolo di grande potenza mondiale che la Cina ha acquisito dal punto di vista politico ed economico. L’argomento è preso talmente sul serio che il presidente Xi Jinping ha citato diverse volte lo sport nel suo rapporto presentato al 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, il più importante evento politico del Paese asiatico (clicca qui per leggere il rapporto completo). Il Congresso del PCC rappresenta infatti l’occasione per tracciare il bilancio degli ultimi cinque anni e lanciare la programmazione politica per il futuro.

Le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali di Pechino 2022 sono state un grande successo”, ha detto Xi Jinping, lodando le capacità organizzative del suo Paese. Il leader cinese ha poi elencato i principali obiettivi da raggiungere nei prossimi anni per “trasformare la Cina in un grande Paese socialista moderno a tutti gli effetti”. Il presidente della Repubblica Popoolare ha sottolineato come, entro il 2035, la Cina dovrà “diventare un Paese leader nell’istruzione, nella scienza e nella tecnologia, nel talento, nella cultura, nello sport e nella salute”.

La Cina punta a sviluppare congiuntamente lo sport popolare, come mezzo per garantire la buona salute di tutta la cittadinanza, e lo sport agonistico di alto livello, per raggiungere l’obiettivo di trasformare il Paese nella massima potenza sportiva planetaria: “Lanceremo vaste iniziative pubbliche di fitness, miglioreremo l’educazione fisica per i nostri giovani, promuoveremo lo sviluppo completo degli sport ricreativi e competitivi e ci muoveremo più velocemente per trasformare la Cina in un Paese forte nello sport”, si legge ancora nel rapporto di Xi Jinping.

Il fatto che il presidente cinese abbia inserito lo sport tra le priorità del governo nazionale ha un grande significato. Quasi tutti i leader politici occidentali, generalmente, si interessano dello sport solamente in occasione delle grandi rassegne e dei successi dei propri atleti, mentre in Cina lo sviluppo del settore sportivo sia popolare che agonistico viene considerato come un obiettivo politico di primaria importanza al pari di altri settori come l’itruzione, la scienza e la sanità.

Nell’ultimo decennio, gli sport agonistici cinesi hanno registrato un salto di qualità“, ha dichiarato alla testata cinese Global Times Wang Qi, vicedirettore dell’Associazione per la promozione delle Olimpiadi di Pechino 2022. Wang ha ricordato come, nella storia cinese, lo sport abbia sempre rappresentato un modo per favorire gli scambi con gli altri Paesi ed affermare il ruolo della Cina come protagonista della politica internazionale (si ricordi la celebre “diplomazia del ping pong”, che portò alla normalizzazione delle relazioni tra Cina e Stati Uniti). “Con il sostegno del Partito Comunista Cinese, gli atleti cinesi hanno continuato a fare passi da gigante nelle competizioni internazionali, abbattendo le barriere tra Oriente e Occidente, mostrando al mondo un’immagine più aperta, sicura e rispettabile degli sport agonistici cinesi”, ha proseguito il vicedirettore.

Negli ultimi anni, la Cina ha implementato nuove strategie per incrementare ulteriormente la qualità dei propri atleti e delle proprie squadre. Il governo ha finanziato nuovi centri sportivi nazionali e ha migliorato i metodi di selezione degli atleti di alto livello, le strutture esistenti sono state ammodernate e sono state implementate tecnologie avanzate per attualizzare i metodi di allenamento e rendere più precisa la misurazione delle performance.

Oltre allo sport di alto livello, come detto, il governo cinese ha lanciato una campagna per promuovere la pratica sportiva tra i cittadini di tutte le età, con l’obiettivo che ogni cinese dovrebbe praticare almeno uno sport. L’incremento delle trasmissioni televisive dedicate allo sport e l’esposizione mediatica delle Olimpiadi invernali di Pechino hanno inoltre contribuito ad aumentare l’interesse del pubblico nei confronti di nuove discipline.

Secondo le statistiche ufficiali, alla fine del 2021 l’area totale degli impianti sportivi di tutta la Cina era di 3,41 miliardi di metri quadrati, con un’area pro capite di 2,41 metri quadrati, in netto aumento rispetto ai dati del 2011, quando l’area pro capite era di 1,05 metri quadrati. In dieci anni, dunque, la Cina ha più che raddoppiato gli impianti sportivi presenti sul territorio nazionale, a dimostrazione di come l’impegno politico e le promesse del governo si trasformino poi in azioni concrete.

Il grande sforzo compiuto dalla Cina per lo sviluppo di tutte le discipline sportive estive e invernali ha già portato grandi successi a livello olimpico, come dimostrato dalle medaglie conquistate a Tokyo e Pechino, ma i risultati a lungo termine potranno essere ancora migliori se il governo continuerà ad attuare i propri piani con l’obiettivo del 2035 in linea di mira. Come affermato da Wang Qi, “la nuova alba della Cina nello sviluppo dello sport è arrivata, con risultati ed effetti ancora più gratificanti in arrivo nel prossimo futuro”.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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